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lunedì, 22 gennaio 2018
Articolo di: martedì, 09 gennaio 2018, 10:19 p.

Al via la 93a edizione di Pitti Uomo

Il settore moda registra un export incoraggiante: +3%

La moda maschile è in mostra a Firenze, da oggi martedì 9 gennaio, a venerdì 12, in occasione della novantatreesima edizione di Pitti Uomo.  La manifestazione, che quest’anno celebra il legame tra la moda e il cinema, ospita 1.243 marchi, di cui il 45% stranieri, e fra essi diversi biellesi, capitanati da Zegna, e si conferma una vetrina internazionale: sono attesi 24 mila compratori internazionali da oltre 100 paesi. Sarà il primo test del 2018, e anche i riflettori lanieri sono puntati su Fortezza da Basso in vista dell’imminente Pitti filati del 24-26 gennaio e di Milano Unica prevista a Rho tra il 6 e l’8 febbraio.

Saranno 14 le sezioni in cui verrà diviso il percorso espositivo dentro la moda uomo. Fra i nomi che tornano o sono al debutto in fiera da rimarcare quelli di Komono, Arc’ Teryx, Karl Lagerfeld, Dynamo, Del Carlo, Fratelli Rossetti, Mariella Martinato, Moma, Paul & Shark Yachting, Kuroda, Denham the Jeanmaker, Edmund Hillary, Fiorentini+Baker, Superdry, Pepe Jeans London, Guerrilla Group o Daniel Patrick. “Pitti Live Movie” è il tema di questa edizione che anche stavolta gode del contributo straordinario del Mise e Agenzia Ice, nell’ambito dei piani per il sostegno al Made in Italy e alle sue fiere.  Agostino Poletto, direttore generale di Pitti Immagine, ha “orchestrato” la nascita di un vero Movie theatres district in Fortezza, tra manifesti, blockbuster, film cult ed inediti e la rappresentazione sul Piazzale di un Palazzo del Cinema di Pitti Uomo: 11 i film prodotti da Pitti come se si fosse su un set vero. Da un padiglione all’altro delle 14 sezioni del salone ci sarà spazio per thriller e film d’avventura, d’azione e sportivi.

Il presidente di Pitti Claudio Marenzi, leader di Confindustria Moda, è molto positivo sul 2018 ed è convinto che gli oltre 80 miliardi di euro di  fatturato di settore saranno garantiti se non implementati. L’export di moda italiana è infatti salito nel 2017 del +3%, in crescita su tutti i mercati, in testa la Corea con +15%, la Cina col +16%, il Giappone stabile, l’Europa in ripresa, soprattutto Germania e Spagna, meno in Francia, con buone performance nel Regno Unito. Gli Usa danno segni di stabilità, ma la crisi dei department store si sente. E l’Italia? E’ in territorio positivo (+1,3%)  dopo diversi anni di consumi moda all’ingiù.
Roberto Azzoni

Articolo di: martedì, 09 gennaio 2018, 10:19 p.

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