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domenica, 17 dicembre 2017
Articolo di: mercoledì, 06 dicembre 2017, 6:23 p.

L’Africa di Quirico? «Fame e corruzione»

La “verità” cruda del giornalista

Grande affluenza di amici e sostenitori della Fondazione “Maria Bonino” per l’appuntamento annuale che quest’anno avrebbe dovuto avere come ospite il giornalista Domenico Quirico. Purtroppo una forma influenzale non gli ha consentito di essere presente fisicanmente, ma Quirico non si è sottratto, anzi è stato “presente” via Skype. E alla domanda posta da Marco Berchi “Che senso ha oggi aiutare l’Africa?” ha avuto risposte ugualmente molto sorprendenti.

Più che di Africa intesa come soggetto geopolitico, storico, religioso, Quirico ha preferito parlare di africani. «In quei luoghi di straordinaria bellezza la maggioranza della popolazione si confronta con la sopravvivenza e ha il privilegio tremendo di essere in prossimità bruciante con il dolore - ha detto Quirico -. Io non frequento gli euroburocrati che con le élites africane fanno affari e divulgano statistiche deformate di cui diffidare. Loro parlano di aumento del 10% del Pil dell’Angola, dove la gente sta peggio di quando era colonizzata, mentre la figlia del Presidente è la donna più ricca del mondo. Miseria, fame, sopraffazione non sono stati protagonisti dell’ultimo vertice di Abidjian, che dicono abbia registrato una svolta tra UE e Africa. Lì per l’ennesima volta è stata una questione di denaro che finirà in paradisi fiscali o rientrerà in Europa nelle tasche dei soliti noti. Lì nessuno ha parlato della Mauritania dove esiste ancora la schiavitù dei neri nelle mani degli arabi e in tutta l’Africa comandano élites che sono associazioni a delinquere».

In un bagno di realismo Quirico ha spiegato che l’Europa sa, ma preferisce far finta di nulla. Benedette dunque le associazioni, come quella in memoria di Maria Bonino, la pediatra che per gli africani ha sacrificato anche la vita, «perché ci salvano la faccia e l’anima. I piccoli interventi, un pozzo, un ambulatorio, una bambino tolto dalla strada e dalla fame, sono un impegno di misericordia pari alla sostanza che le democrazie occidentali dovrebbero avere. L’Africa non ha bisogno di cooperazione internazionale di alto livello, che è solo business autoreferenziale, ha bisogno di rivoluzione contro corrotti e corruttori, sostenuti da un Occidente burattinaio e complice».

Quel continente senza corrente elettrica né acqua, che vive quasi in epoca preistorica, dimostra però un’incredibile capacità di sopravvivenza. E ora è arrivata la Cina alla quale non basta più comprare a prezzi bassi. Sta creando basi militari e dalla predominanza economica sta passando a quella politica. E non certo sulla via della democrazia.

E il ruolo dell’Italia? «Là nessuno ci conosce, non contiamo nulla». Intanto milioni di potenziali fanti stanno formando nuovi eserciti jihadisti, le primavere arabe sono defunte anche per mancanza di leader, e noi nell’immaginario collettivo africano siamo complici dei dittatori con cui non disdegniamo di avere contatti».

La brutalità sincera delle parole di Quirico, che non ha volutamente dato una versione edulcorata dell’Africa, è stata una testimonianza calda e commovente che ha messo l’uditorio in condizione di ripensare al nostro atteggiamento.
Più misurato, invece, il messaggio di padre Rinaldo Do, che ha ringraziato la Fondazione Bonino per l’opera di fraternità e di aiuto in favore dell’ospedale africano dove egli cura bimbi malati. L’impegno della Fondazione per il prossimo anno riguarda un progetto di tutela materno-infantile in Etiopia, mentre i progetti andati a buon fine hanno riguardato i bimbi abbandonati in Tanzania, la lotta alla malnutrizione in Etiopia, e il sostegno al dispensario medico di suor Paola in Uganda. In totale si tratta di 102.500 euro erogati, di cui 63mila raccolti con le donazioni e 35mila per il 5 per mille. Anche il Comune di Biella, rappresentato dall’assessore Varnero, si è detto disponibile alla collaborazione nei progetti futuri della Fondazione «in cui crediamo e per cui metteremo il massimo impegno». La determinazione, il carisma, la dolcezza, l’autenticità di Maria Bonino continuano in un’opera di testimonianza attiva nel nome della fratellanza e dell’aiuto reale a chi vive in condizioni disperate.
Mariella Debernardi

Articolo di: mercoledì, 06 dicembre 2017, 6:23 p.

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