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domenica, 17 dicembre 2017
Articolo di: sabato, 12 agosto 2017, 9:44 m.

Premio per l’indagine sul maxi incendio

“Ambiente e legalità 2017” a tre sottufficiali dei carabinieri Forestali biellesi

Tre sottufficiali in forza al reparto investigativo dei carabinieri forestali di Biella, hanno ricevuto un premio molto prestigioso, a livello nazionale, nel contesto di una manifestazione di Legambiente che si è svolta a Rispescia, in provincia di Grosseto, nel cuore del Parco della Maremma, alla presenza del ministro Orlando e del presidente di “Libera”, don Luigi Ciotti. Un premio per un’indagine eccezionale, complessa, alla ricerca di indizi in un territorio sconfinato, che aveva portato alla scoperta del piromane della Valsessera, condannato di recente a cinque anni per aver appiccato il g gantesco rogo che, dal 27 novembre al 6 dicembre di due anni fa, aveva devastato oltre mille ettari di natura nei comuni di Trivero e di Portula e nell’area protetta della Valsessera. Il premio “Ambiente e legalità 2017” è andato al caporeparto, maresciallo Sonia Collé, al maresciallo Gianni De Podestà, e alla loro collega Elisabetta Perrone (tra l’altro ben nota per aver vinto un argento olimpico nella marcia). Si tratta di un attestato di merito che Legambiente riconosce a magistrati, uomini delle forze dell’ordine e della società civile che si sono particolarmente distinti nella lotta alla criminalità ambientale. «Quest’anno - riportano le motivazioni - Legambiente ha scelto di assegnare il premio al Gruppo carabinieri Forestali di Biella per l’inchiesta sul disastro ambientale sui monti biellesi della Valsessera per il lavoro svolto con particolare efficacia e dedizione». Chi sono. Premiati, quindi, due “regine dei boschi” e un loro esperto collega, che lavorano per proteggere quelle piccole oasi di natura ancora incontaminate. Sembrava impossibile che potessero farcela a scoprire chi aveva lasciato il nulla dietro di sé in quello che era un paradiso. Le allora “giubbe verdi” della Forestale avevano intercettato telefonate, interrogato allevatori e abitanti di quei luoghi impervi, raccolto testimonianze e indizi, ricostruito nel dettaglio l’evolversi del gigantesco incendio, effettuato sopralluoghi fino a scoprire l’origine di tutti e sei gli inneschi incendiari. Per poi giungere al capolavoro dell’indagine: la confessione dell’allevatore. Un premio a li- vello di riconoscenza per il lavoro svolto, lo meriterebbe anche il maresciallo Maurizio Brambilla, comandante dei carabinieri Forestali a Pray Biellese, che aveva trascorso sette giorni e sette notti su quelle alture a coordinare l’opera di spegnimento dei colleghi e dei tanti volontari Aib biellesi. 

Valter Caneparo 

Articolo di: sabato, 12 agosto 2017, 9:44 m.

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