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giovedì, 23 novembre 2017

In via Ogliaro spunta il limite dei 30 chilometri orari

| Biella Città BIELLA - Da lunedì mattina, in via Ogliaro, è comparso un rilevatore di velocità, poco prima della curva, scendendo da Andorno Micca, che porta poi al rettilineo dove, da alcuni giorni, è stato realizzato un altro dosso a protezione di un attraversamento pedonale. La sostanziale novità, però, non è tanto l’indicatore della velocità di passaggio degli autoveicoli, bensì il limite di velocità che è stato cambiato. Il tratto di strada che porta fino alla rotonda con Pavignano, infatti, potrà essere ora percorso ai trenta chilometri orari. Una scelta che l’assessore alla viabilità del Comune di Biella commenta così: «Dalla giunta non abbiamo dato indicazioni di cambiamento dei limiti in quel tratto». Ma, come è ben visibile dalla fotografia, qualcosa è cambiato rispetto a pochi giorni fa. Se è vero che la strada attraversa un centro abitato, è altrettanto vero che risulta complicato rispettare un limite così basso. Tanto che alcuni automobilisti sarebbero già stati multati con l’utilizzo dell’autovelox pur transitando al di sotto dei cinquanta chilometri orari, limite precedente. Intanto in città  stanno partendo le realizzazioni dei basamenti che andranno ad ospitare le colonnine arancioni che serviranno da dissuasori della velocità. Le colonnine verranno piazzate in via Ivrea, dove sono stati individuati due punti: il primo si trova tra la rotonda con strada Barazzetto-Vandorno e strada Cumiè e un’altra di fronte a via dei Tigli. Si passa poi lungo via Pollone, dove la colonnina arancione sarà piazzata di fronte al circolo Oremo. Le altre verranno sistemate all’angolo tra via Rosselli e via Piemonte, in via Cottolengo nei pressi di via Masarone, in via Milano vicino all’altezza del Gross Iper, in via Rigola a Ovest dell’intersezione con via Salvo D’Acquisto, in via Coda a Chiavazza e in via Ogliaro nel rettilineo fuori dal centro abitato prima di iniziare le curve in direzione di Andorno. Enzo Panelli

Cane con il collare elettrico

| Cronaca Rischia di essere denunciato dai carabinieri forestali per il reato di maltrattamenti di animali, l'uomo di 55 anni, di Biella, che ha applicato al proprio cane, uno splendido esemplare di setter inglese, un collare elettrico, peraltro proibito dalla legge 157 del 1992 che regola l'attività venatoria. Il cane, parecchio stanco, che a fatica si reggeva sulle zampe, è stato trovato ieri pomeriggio intorno alle 17 da un uomo nella zona di Netro. Pareva abbandonato. Sono stati così allertati prima l'ufficio veterinario dell'Asl di Biella e in seguito i responsabile del canile di Cossato per l'eventuale recupero. Nel frattempo, per competenza, sono stati fatti intervenire i carabinieri forestali in quanto l'animale aveva al collo il particolare collare elettrico. Dal microchip è poi stato rintracciato il proprietario che ha spiegato d'aver perso le tracce del cane poco prima durante una passeggiata.

Gioco e alcol, poi botte alle mogli

| Cronaca L’alcol e il vizio del gioco: due sindromi patologiche che hanno condizionato in modo decisivo due matrimoni, che hanno scatenato la violenza in due mariti, che hanno amplificato sentimenti tormentosi come l’eccessiva gelosia, scatenata dal timore e dal sospetto di poter perdere una persona che si crede propria mentre, in realtà, non lo è affatto. I due mariti violenti condannati nei giorni scorsi in tribunale a Biella, risultano protagonisti in negativo di due degli innumerevoli casi di uomini che usano violenza nei confronti di donne costrette a sopportare situazioni al limite dell’assurdo.Nel primo caso, un uomo di 48 anni, residente a Mottalciata, è stato condannato per stalking a dieci mesi con la condizionale. Non citeremo il nome dell’imputato per non rendere riconoscibili moglie e figli.Stando al capo d’imputazione, l’uomo, con condotte protratte nel tempo, avrebbe minacciato, picchiato e molestato la ex convivente, «cagionandole - riporta il capo d’imputazione - un perdurante stato di asia e altresì ingenerando in lei un fondato timore per la propria incolumità».Era invece accusato di maltrattamenti in famiglia un uomo di Strona di 49 anni che, alla fine, è stato condannato dal giudice Paola Rava, a un anno e tre mesi di reclusione nonchè al risarcimento dei danni a favore della coniuge da liquidarsi in separato giudizio. Secondo il capo d’accusa, l’imputato, nel corso di un litigio, aveva minacciato la consorte provocandole varie ecchimosi e, in altre due occasioni, la rottura di entrambi gli incisivi. V.Ca. Leggi di più sull'Eco di Biella in edicola

Allarme bomba per una valigia davanti alla sala slot

| Cronaca Con la legge antislot regionale che sta scaldando gli animi di gestori, tabaccai e baristi che ospitano le macchinette nei loro locali, la valigia nera trovata ieri mattina poco prima delle 9 davanti alla porta d’ingresso secondaria di una delle sale da gioco più importanti della provincia, la “Biella Gaming 2” di via Matteotti a Gaglianico, ha fatto scattare l’allarme bomba nel timore che si potesse trattare di un gesto dimostrativo contro il gioco d’azzardo oppure del gesto disperato di un giocatore rovinato. Per fortuna, conclusi tutti gli accertamenti, si è scoperto che la capiente valigia nera conteneva solo oggetti da lavoro dimenticati forse da qualche tecnico.Valter Caneparo Leggi di più sull'Eco di Biella in edicola

Tollegno 1900 accelera su tecnologia e sostenibilità

| Economia Ottanta telai che battono da 400 a 750 colpi al minuto; 4 milioni di chili annui di materia prima acquistata, proveniente dalla tosa di un milione e 300 mila pecore; 4,5 milioni di metri di tessuto prodotti ogni anno (pari a oltre 5 mila varianti): sono soltanto alcuni dei numeri forniti ieri mattina, nel corso dell’incontro con una delegazione qualificata della stampa italiana, da Lincoln e Giovanni Germanetti, rispettivamente Ad di Tollegno Holding e direttore generale di Tollegno 1900, in occasione della ricorrenza dei venti anni dalla inaugurazione del nuovo lanificio, costruito nel 1997. Un incontro che è servito a accendere i riflettori su una realtà industriale storica che rappresenta un esempio di filiera tessile integrata raccolta, dallo scorso anno, sotto  la controllante Tollegno Holding, realtà che controlla Tollegno 1900 (che comprende le due divisioni Filati e Tessuti, lo storico brand Lana Gatto e gli uffici commerciali di New York, Osaka e Hong Kong) e Manifattura di Valduggia (cui fanno capo i marchi Ragno e Julipet): realtà che, dopo un fatturato consolidato 2016 a 156 milioni di euro, si appresta a chiudere un esercizio 2017 - come dichiarato dall’Ad, Lincoln Germanetti -, con crescita double digit.  «Ogni anno - spiega Lincoln Germanetti - investiamo circa il 7% di questo fatturato consolidato in tecnologia, innovazione, sostenibilità. Sono circa 10 milioni di euro  che vanno a implementare i valori in cui il nostro Gruppo, che dà lavoro a circa mille persone di cui 600 in Italia, crede da sempre: qualità, territorialità, ecologia, tracciabilità». La storia di questa azienda arriva da lontano, trasportata da un’onda lunga che, originata nel 1900 (quando l’azienda fu costituita con un capitale sociale di allora 2 milioni e 500 mila lire), ha sfidato due Guerre Mondiali, un Concilio Vaticano II, lo sbarco dell’uomo sulla luna e molto altro ancora. Vent’anni fa, la divisione Tessuti di Tollegno 1900 ha inaugurato il nuovo lanificio. L’impianto è così  passato dai precedenti 14 mila metri quadrati agli attuali 30 mila, occupando 220 persone (cui si aggiungono i dipendenti della Divisione Filati e dei reparti commerciali, per un totale di 350 dipendenti operativi nel sito produttivo di Tollegno). «Negli ultimi 3 anni - dice Giovanni Germanetti -, sono stati sostituiti tutti i telai della sala tessitura. Nel reparto finissaggio è stato avviato un nuovo impianto di lavaggio delle pezze, basato su una tecnologia più avanzata e più efficiente. Non solo, ma è in fase di installazione una nuova “rameuse” una macchina per l’asciugatura e abbiamo acquistato nuove macchine per la garzatura e la cimatura dei tessuti, nonché una macchina di tintoria con una capacità produttiva di 800 metri di tessuto per bagno contemporaneamente». A qualificare il business di Tollegno 1900, sta l’attenzione per il territorio che si esprime in una particolare sensibilità green. «La superficie dei tetti della zona nuova realizzata nel 1997 è quasi interamente coperta da pannelli solari fotovoltaici - dice l’Ad di Tollegno Holding, Lincoln Germanetti -: si tratta di 12.500 metri quadri che portano a una produzione di energia elettrica di picco pari a circa 1,4 Megawatt. Inoltre, nella sede della Filatura, vi è un altro impianto fotovoltaico che può produrre circa 570 KWh sempre di picco». A completare l’investimento in ecosostenibilità operato da Tollegno 1900 (azienda associata a “Tessile e Salute”) sta anche il depuratore aziendale che tratta tutta l’acqua utilizzata dalle due divisioni di Tollegno 1900 (Tessuti e Filati) e da un’altra filatura e tintoria esterna, oltre all’acqua di una piccola parte di famiglie di Tollegno in seguito ad un accordo con l’amministrazione locale. Ogni giorno, vengono depurati circa di 2.500 metri cubi di acqua che vengono restituiti al torrente Cervo in Classe A, ma il depuratore può far fronte anche ad oltre 5 mila metri cubi al giorno. «A fine anno - annuncia Giovanni Germanetti - verrà installato un nuovo impianto che, tramite filtrazione e osmotizzazione, permetterà di recuperare fino a 1.200 metri cubi giorno di acqua depurata per essere riutilizzata negli impianti produttivi di tintoria e finissaggio, evitando il consumo di acqua prelevata ad oggi da pozzi o da acque superficiali». Last but not least, Tollegno 1900 investe, dal 2010, nel recupero della memoria storica, con un progetto sull’archivio aziendale dove sono custoditi tutti i campioni delle collezioni dall’origine sino ad oggi, oltre a libri mastri e contabili, registri di fatture (come quelle degli anni Settanta per le forniture dei tessuti all’Alfa Romeo) e documenti che coprono una lunghezza lineare di circa 2 mila metri. «Un progetto in cui crediamo molto - conclude Giovanni Germanetti -: perché conservare la propria memoria significa dare basi solide al proprio futuro». Giovanni Orso  

«Nel Quadrante è emergenza discariche»

| Territorio CAVAGLIÀ - «L’annunciata chiusura della discarica di Barengo e l’impossibilità di potenziare, per ora, il polo di Cavaglià preoccupano i rappresentanti degli enti preposti alla raccolta, al trattamento e allo smaltimento dei rifiuti nel quadrante nord della regione. La situazione assumerà presto i connotati dell’emergenza, anche in relazione al fatto che il piano della regione non prevede la realizzazione di alcun nuovo polo tra le province di Biella, Vercelli, Novara e Verbano Cusio Ossola. A breve, queste quattro province potrebbero essere costrette a smaltire i propri rifiuti al di fuori del territorio piemontese e questo comporterebbe un inevitabile aumento di costi per i cittadini. La giunta come pensa di affrontare la questione?». A sottolinearlo è Alessandro Benvenuto, consigliere regionale della Lega Nord, in un’interrogazione depositata in consiglio.«La miopia già manifestata dalla giunta regionale in materia di rifiuti - aggiunge  Gian Carlo Locarni, responsabile del dipartimento ambiente della Lega piemontese - porterà sul medio-lungo periodo ad una vera e propria crisi, che coinvolgerà territorio e cittadini. Le tematiche ambientali non dovrebbero avere colore politico, ma basarsi esclusivamente sul buon senso amministrativo, che sembra mancare del tutto a questo governo regionale».Un allarme condiviso anche dai presidenti delle Autorità d’ambito del quadrante Biella-Vercelli-Verbania e Novara che nei giorni scorsi hanno bussato alle porte della Regione per manifestare tutte le loro perplessità e i loro dubbi sul futuro. Con l’esaurimento della discarica di Barengo e il ricorso al Tar che pende sull’ampliamento a Cavaglià, il rischio concreto per i quattro territori è di vedere le tariffe salire nel 2018. In assenza di spazi dove stoccare i rifiuti trattate nel termovalorizzatore, infatti, aumenteranno i costi di trasporto per spostare l’immondizia trattata in impianti di incenerimento. La questione è seria e urgente, ora la palla passa alla Regione Piemonte che dovrà trovare una soluzione da sottoporre poi ai territori.Enzo Panelli
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