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venerdì, 28 agosto 2015

Le rubano in strada un bracciale da duemila euro

| Cronaca L’hanno avvicinata per chiedere informazioni. Le hanno poi persino proposto di acquistare da loro un anello e un braccialetto. Infine se ne sono andati con il bracciale dell’ignara signora, del valore di 2mila euro. E’ accaduto nei giorni scorsi a Cerreto Castello, dove una donna di 68 anni, di Cossato, è stata truffata da due uomini e una donna su cui ora si son messi sulle tracce i carabinieri. Con la scusa di far provare un nuovo bracciale, i tre malintenzionati sono riusciti a portar via dal polso il prezioso monile alla signora che si è accorta del raggiro troppo tardi. A quel punto non ha potuto far altro che sporgere denuncia.  Intanto i carabinieri hanno identificato e denunciato un uomo di 40 anni e una donna di 30 anni, di Lozzolo, che nei primi giorni di agosto si erano introdotti con un raggiro nella casa di una signora di 65 anni e le avevano rubato il bancomat e i codici. Carta poi utilizzata per effettuare acquisti per un valore di 2mila euro. Sono stati incastrati dalle immagini registrate in un esercizio commerciale di Biella.

A Zubiena 323 mila euro

| Territorio Un “tesoretto” di oltre 323 mila euro: è quello che la Comunità montana  Valle Elvo ha deliberato di trasferire al comune di Zubiena per la realizzazione di interventi (già progettati e ben identificati) resisi necessari a seguito dell’alluvione che, nel novembre scorso, ha colpito il Biellese. Una somma consistente e, soprattutto, frutto di un’azione messa in atto da Comunità Montana Valle Elvo e Unione Montana Valle dell’Elvo, rispettivamente presiedute da Gino Fussotto e da Riccardo Lunardon, e della disponibilità manifestata  da Ato 2 Piemonte, l’Autorità d’ambito ottimale cui appartiene il territorio biellese. «In un contesto in cui molto ci si lamenta della burocrazia e della carenza di fondi - spiega Riccardo Lunardon - abbiamo voluto e saputo trovare una soluzione capace di coniugare legalità e pubblica utilità». L’idea degli amministratori della Valle Elvo, in assenza di fondi sufficienti appositamente finalizzati ad interventi straordinari per i danni dell’alluvione, è partita dalla considerazione che le Comunità Montane ricevono comunque annualmente dall’Ato dei finanziamenti. «Il 60%  di queste somme - spiega Lunardon - è finalizzata alla sistemazione e manutenzione, di norma ordinaria, del territorio: ogni cinque anni, la Comunità predispone un piano delle zone che richiedono particolari cure e, ogni anno, si predispone un progetto che tiene conto di questa programmazione. La Valle Elvo, anno per anno, riceve da Ato circa 270 mila euro di cui, appunto, 160 mila utilizzabili per i suddetti interventi. Dopo l’alluvione, ci si è trovati nella situazione di avere a disposizione dei fondi, ma di non poterli usare per lavori che non erano ovviamente previsti dall’originaria programmazione». È stato così che, nel gennaio scorso, Lunardon e Fussotto hanno scritto ad Ato 2 richiedendo il congelamento delle programmazioni quinquennali e la destinazione dei fondi già introitati dalla Comunità Montana a favore dei Comuni colpiti. «Ato2 - spiega sempre Lunardon - si è detto disponibile a valutare la presa d’atto della modifica del vigente Piano quinquennale di sistemazione e manutenzione. A questo punto, in febbraio, Comunità e Unione Montana hanno chiesto ai Comuni l’elenco, la localizzazione e la stima sommaria dei danni provocati dall’alluvione. Successivamente, è avvenuto il sopralluogo sui siti segnalati e la graduazione del giudizio di priorità dell’intervento: immediato, urgente, differibile».  In aprile, una deliberazione della Comunità Montana Valle Elvo ha privilegiato nella scelta degli interventi da finanziare quelli qualificati con il giudizio di priorità “immediato”. e già dotati di progettazione preliminare. «Tutti gli interventi - dice Lunardon - aventi tali caratteristiche ricadevano nel Comune di Zubiena. A questo punto, dopo un incontro con la dirigenza Ato 2 da cui è emerso che per il trasferimento delle somme era necessario un accordo normativo tra Comunità montana e Comune, si è provveduto,  in giugno,  alla stipula dell’atto. Credo che tutta la questione dimostri sufficientemente come, se si fanno proposte razionali e si intercetta il buon senso degli enti coinvolti, si possano liberare risorse destinate a situazioni “normali” dirottandole verso quelle straordinarie: bisogna solo assumere la consapevolezza che amministrare non significa limitarsi a denunciare i problemi, ma piuttosto spendersi per trovare possibili soluzioni». Da parte del primo cittadino di Zubiena, Davide Basso, arrivano parole di grande soddisfazione. «Si tratta di risorse preziose e il mio grazie sincero va certamente a chi ha reso possibile questa operazione - dice Basso -. Ricordo, inoltre, come il nostro Comune abbia potuto trovarsi nella posizione di fruire di questi fondi anche per il fatto di aver dato tempestivamente corso alla progettazione preliminare dei lavori necessari: un risultato frutto dell’impegno dei tecnici e dipendenti comunali cui va tutta la mia riconoscenza». G.O.     

Il rene di Laura salva la vita a un uomo

| Cronaca Laura e Pier Luigi. Uniti dallo stesso tragico destino e da una generosità fuori dal comune. Entrambi sono mancati nei giorni scorsi all’ospedale di Biella, a seguito di un’ischemia cerebrale, e tutti e due hanno donato gli organi. Le loro vite contribuiranno a tener viva la speranza di altri malati. Laura Franzoni aveva solo 66 anni e da 44 abitava a Occhieppo Superiore. Una settimana fa, giovedì scorso, si è sentita male: un’ischemia cerebrale se l’è portata via in soli due giorni, strappandola agli affetti più cari, il marito Ioner Trenta e la figlia trentaduenne, Chiara. Giovedì scorso il malore e sabato il decesso, seguito dal consenso accordato dai familiari alla donazione degli organi. Consenso all’espianto che è stato dato interpretando la volontà di Laura. Un suo rene è stato trapiantato in un uomo di 55 anni, trasportato domenica scorsa a bordo di un Falcon 50 dell’Aeronautica Militare da Reggio Calabria all’ospedale Molinette di Torino: si tratta di un paziente affetto da insufficienza renale cronica e in dialisi dal 2009, che era già stato sottoposto a un trapianto di fegato nel 1994 nello stesso ospedale torinese. Pier Luigi Fornasiero era di Gaglianico e aveva 70 anni. A stroncarlo, un ictus. «Si era sentito poco bene nella giornata di Ferragosto ed era andato a farsi visitare al Pronto soccorso. Poi - racconta un amico che vuole mantenere l’anonimato - dopo gli esami di routine e dopo che si era ripreso, era tornato a casa». Il giorno successivo, però, la situazione è precipitata. «Nel pomeriggio Pier Luigi era andato a ballare alla Peschiera di Valdengo con alcuni amici, come faceva spesso, e poi erano andati tutti insieme a cena agli Orsi. E’ lì che, all’improvviso, si è accasciato...». La voce del suo amico viene spezzata dal pianto al ricordo di quei momenti terribili: «E’ stato subito portato in ospedale, ma due giorni dopo era già in coma ed è mancato lunedì mattina». Anche Pier Luigi, come Laura, ha dedicato molto tempo agli altri. Alpino, dipendente della Omli - Officina Meccanica Lavorazioni Inox di Valle Mosso, ora in pensione, l’uomo per molti anni è stato donatore di sangue, regolarmente iscritto all’Avis (prima di Vallestrona e poi di Biella), e, come ricorda il suo amico, «credo avesse anche ricevuto la medaglia d’oro dell’associazione, per questo. Ora, il suo regalo più grande: la donazione dei suoi organi. Voglio essere io a ringraziarlo a nome di tutte quelle persone che, attraverso la sua grande generosità, hanno potuto subire il trapianto e possono ricominciare a sperare e a vivere. Grazie, amico mio!», dice, commuovendosi. Lara Bertolazzi

Non era di Giancarlo Angelino lo scarpone ritrovato a Coggiola

| Territorio Hanno notato uno scarponcino da montagna in fondo a una riva e hanno immediatamente allertato il Soccorso alpino. Un gruppo di escursionisti, in gita all’Alpe Piane di Coggiola, martedì ha dato l’allarme, temendo il peggio per un alpinista. Sul posto sono giunti proprio gli uomini del Soccorso alpino che hanno recuperato lo scarponcino per poi consegnarlo ai carabinieri. Il pensiero è andato immediatamente a Giancarlo Angelino Giorset (nella foto), residente proprio a Coggiola e scomparso, all’età di 59 anni, un anno fa. Di lui da quel momento nessuna traccia. I militari si sono rivolti ai parenti, per capire se quello scarponcino appartenesse proprio ad Angelino. Niente da fare. Si è trattato solo di un falso allarme. Territorio 

Il sindaco chiude il centro anziani di via Delleani

| Biella Città Quello striscione di buon 2015 appeso sulle pareti del centro incontro anziani di via Delleani evidentemente non ha sortito gli effetti voluti. Mentre nelle altre strutture cittadine le cose vanno bene, o meglio, la convivenza è civile, nella struttura del Centro cittadino no. Tanto che su sollecitazione dell’assessore alle politiche sociali, Francesca Salivotti, il sindaco Marco Cavicchioli ha firmato ieri un’ordinanza di chiusura valida per trenta giorni, a partire da oggi, in attesa di nuove elezioni. Perché oltre alle dimissioni dei membri del comitato di promozione, alcuni alterchi tra i frequentatori, che hanno portato persino i carabinieri nel centro, a causa di liti per un gioco di carte, non sono più tollerati dall’amministrazione.   Enzo Panelli Leggi di più sull’Eco di Biella di giovedì 27 agosto 2015 

Giardini insicuri, summit in questura

| Biella Città BIELLA -  La percezione di insicurezza che si respira attraversando i giardini Zumaglini in questi ultimi giorni d’estate, come manifestato da molti cittadini biellesi, è chiara. A chiedere una soluzione decisa da parte del sindaco Marco Cavicchioli, sono soprattutto i rappresentanti di Lega Nord che vogliono un’ordinanza ad hoc contro il consumo di alcolici nel giardino della città. Una soluzione che presto diventerà mozione, come annuncia il capogruppo del Carroccio in consiglio comunale, Giacomo Moscarola. Spinta che il primo cittadino, però, rimanda al mittente. «Firmare un’ordinanza di questo genere - sottolinea - significherebbe solamente spostare il problema da un’altra parte. E’ invece necessario intervenire attraverso la rete di assistenti sociali, servizi dell’Asl e volontariato, con l’ausilio delle forze dell’ordine, per cercare di risolvere il problema».  Il Comune di Biella, intanto,  parteciperà all'incontro convocato per i primi giorni di  settembre in Questura per esaminare la situazione dei giardini Zumaglini. «Stiamo lavorando in collaborazione con il questore per affrontare il tema - spiega l'assessore al sociale Francesca Salivotti -. Abbiamo coinvolto altri servizi sanitari e il mondo dell'associazionismo. Lo scopo è di riflettere insieme se e quali siano le possibili azioni perseguibili, nell'ottica condivisa che non è possibile unicamente pensare a interventi repressivi, ovvero gli interventi della polizia». Enzo Panelli Leggi di più sull’Eco di Biella di giovedì 27 agosto 2015 

Falseum apre con il 1° Fake Festival

| Biella Città Falseum. E’ questo il nome (falso, in latino non esiste) del museo del falso che vedrà la luce, davvero in grande stile, a metà settembre, nella sua sede di Verrone nel castello (falso anch’esso, volendo, non essendo mai stato utilizzato per la difesa). Per l’inaugurazione si è pensato di organizzare un festival di respiro nazionale che tratterà il tema universale della bugia.   Venerdì 11, sabato 12 e domenica 13 settembre il Falseum e la Corte del Castello saranno animate dal fitto programma della prima edizione di Fake - Festival del falso e dell'inganno. Un calendario di incontri con personalità della cultura (Alberto Melloni), del giornalismo (Giacomo di Girolamo), delle scienze (Stefano Cavagnetto, Nanni Bignami), concerti di musica dal vivo e spettacoli teatrali, l'animazione e le visite guidate speciali per i più piccoli, laboratori di scrittura (Giulia Perona) e didattici sul tema del cibo (Federica Buglioni e Emanuela Bussolati) e ancora incontri con scrittori, artisti, falsari... Già, perchè il Falseum (ovviamente) non è un museo espositivo tradizionale: per fare il primo esempio che verrebbe in mente, non si troveranno in bella mostra un vestito di marca biellese e la sua copia falsa. Ma piuttosto è possibile che in futuro l’argomento venga sviscerato coinvolgendo degli esperti in materia. Sono tuttavia previste anche delle esposizioni temporanee e al 1° Festival faranno belle mostra di se stesse le famose Teste di Modigliani (quelle false, ma vere) che nel 1984 diedero scandalo: e uno dei tre ragazzi della riuscitissima burla, oggi l’affermato oncologo Pier Francesco Ferrucci verrà a raccontarne la genesi. Pinocchio sarà argomento di laboratori didattici riservati a ragazzi di tutte le età che durante l’anno verranno poi invitati al museo da tutte le scuole del Piemonte, al mattino. E’ stata la Regione, infatti a finanziare il recupero milionario, una volta conosciuto dal Comune lo scopo didattico e divulgativo della destinazione d’uso, di quello che ormai era un rudere e oggi torna a nuova vita cercando di intercettare flussi di visitatori sul territorio. Il museo racconta di come l’uomo sia riuscito a cambiare il corso della storia usando il falso. Qui i visitatori potranno sviluppare una visione critica, con una vera e propria palestra maieutica, per apprendere l’arte di interrogare, consentire l’esercizio del porre domande, analizzare e sviluppare competenze, per allenarsi a costruire criticamente il proprio punto di vista, soprattutto nel caso di bambini e ragazzi. Per questo, ogni stanza del museo propone interrogativi e domande, oltre che narrare e informare in modo interattivo. A gestire il  Falseum è il raggruppamento temporaneo di impresa che ha vinto il bando: capofila la cooperativa Clorofilla,  presieduta da Fabrizio Bottelli che già gestisce del giardino botanico di Oropa, poi Associazionediidee,  Eventi & Progetti,  Associazione Stile Libero  e la Pro loco di Verrone. Direttore scientifico del museo è lo studioso Errico Buonanno. L’unica installazione permanente assimilabile a quella di un museo convenzionale sarà un prezioso regalo del maestro Michelangelo Pistoletto: uno specchio. Che può riflettere il falso. Gabriele Pinna  

Trivero, arriva la mensa verde

| Territorio TRIVERO - Chiamatela “mensa verde”, o anche “ecomensa”. Quella che servirà le scuole di Trivero per i prossimi tre anni sarà una cucina attenta ai prodotti locali a chilometro zero, che non userà piatti e bottiglie di plastica ma ceramica e depuratori e perfino con un risvolto benefico: ogni giorno 10 pasti saranno gratuiti per chi ha difficoltà economiche e ogni anno 5 quintali di derrate alimentari saranno distribuite ai poveri. È il risultato del nuovo appalto per le mense scolastiche di Trivero, vinto dalla ditta Italia Chef di Piacenza che avrà a disposizione le cucine di frazione Ronco per sei anni. La volontà dei genitori è stata decisiva per tracciare un bando innovativo, che metteva l’utilizzo di prodotti biellesi e di piatti in ceramica tra gli elementi più importanti. La vittoria della Italia Chef è infatti avvenuta con un ribasso d’asta minimo, dell’1,05% sul costo unitario a pasto messo a base di gara. L’elemento decisivo è stato proprio l’attenzione ecologica, tanto che il Comune ha aumentato il costo del servizio da 3,30 euro a pasto a 3,76 pur di alzare i propri standard “verdi”: un’ulteriore dimostrazione dell’attenzione di Trivero a questi temi, visto che da tre anni utilizza solo energia da fonti rinnovabili per i propri immobili (evitando così l’immissione nell’atmosfera di quasi mille tonnellate di anidride carbonica). Il costo del servizio sarà dunque di 938.471,04 euro, ai quali va aggiunto un euro a pasto per lo scodellamento. I costi per gli utenti tuttavia, nonostante l’aumento del servizio, non aumenteranno. Lo spiega il vicesindaco Mario Carli: «Per quest’anno le fasce per i nostri cittadini resteranno invariate da 0,35 euro per i redditi più bassi a 3,20 euro per quelli più alti. È una scelta che va verso la qualità dei servizi: chi sceglie di restare a vivere nelle vallate deve essere ricompensato con servizi di alto livello. Poi nel 2016 ci saranno le nuove elezioni e i prossimi amministratori faranno le loro scelte». Il vicesindaco spiega anche la scelta di un affidamento per sei anni: «La ditta di Ermanno Pizzato che aveva gestito il servizio finora, peraltro ottimamente, non avrebbe continuato. A quel punto abbiamo pensato ad un appalto più a lungo termine per dare la possibilità alla nuova ditta di fare qualche investimento sulle cucine se necessario». Matteo Lusiani

La signorina papillon... in giardino

| Spettacoli Factory24 - I T.P.C. Teatranti Per Caso presentano al pubblico biellese  “La signorina Papillon”  di Stefano Benni, una brillante commedia onirica in 2 atti inserita nella stagione Wool Experience al Lanificio Botto di Miagliano. Lo spettacolo della una giovane compagnia emergente torinese è in programma sabato  29 agosto, alle ore 21. L’occasione di divertimento si dipana in un turbinio di battute, gag, poesia, colpi di scena in cui il pubblico viene immerso e guidato nel mondo di Rose Papillon, giovane sognatrice, che grazie al suo diario ripercorre la propria vita trascorsa in un giardino in campagna, non distante da Parigi. Il suo rifugio sicuro e tranquillo che lei conosce molto bene, rischia di essere distrutto da una grottesca triade di loschi figuri, alquanto pragmatici, il conte Armand, il poeta Millet, la parigina Marie Luise, più che mai intenzionati a sottrarre quel giardino con villa annessa a quell'eterea sognatrice di Rose.  Il testo è scritto con un linguaggio appositamente studiato per ottenere diversi piani di lettura, quindi è una possibile metafora dell'innocenza, con la "I" maiuscola, che viene minacciata di continuo da chi quell'innocenza l'ha persa o non l'ha mai avuta.  I diversi piani di lettura contagiano lo spettatore trasportandolo in un mondo folle in cui ci si potrebbe anche accorgere che i pazzi siamo noi che guardiamo da fuori.  Per un coinvolgimento più completo del pubblico, si attivano i sensi normalmente dimenticati a teatro: il tatto e, in particolar modo, l’olfatto.  In degustazione i prodotti dei partner locali: Biscottificio Cervo e Drogheria Carpano ma l’eccezionalità della messinscena  prevede che essendo l’ambientazione quella di un giardino, l’intera platea venga trasformata in scenografia, con l’ausilio di centinaia di origami profumati che pongono letteralmente lo spettatore al centro della scena.  Anche questa soluzione è di appoggio al testo.

In due in motorino, a 16 anni ora si può

| Biella Città In due sullo scooter? Da martedì scorso possono anche i sedicenni. Sono diventate legge infatti, con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, tutte quelle modifiche al codice della strada approvate dal Senato poco meno di un mese fa (legge 115 del 29 luglio 2015) che ci hanno messo al passo con l’Unione Europea (che aveva avvisato l’Italia di una possibile procedura d’infrazione). L'articolo destinato a far più discutere è quello relativo al trasporto del passeggero sui ciclomotori, entro i 125 di cilindrata, da parte di conducenti che abbiano compiuto i sedici anni. La nuova legge consente il trasporto del passeggero su un ciclomotore, fino a quella cilindrata, tricicli e quadricicli leggeri senza quindi dover attendere la maggiore età. Naturalmente i veicoli dovranno essere omologati per il trasporto del secondo passeggero, ma è anche vero che, ormai, tutti i nuovi ciclomotori lo sono e bisogna possedere una di queste patenti: AM (per i ciclomotori), A1 oppure B1 per moto/tricicli e quadricicli. Il divieto di circolazione resterà in vigore solo per i ragazzi di 14 e 15 anni in motorino e in caso di ciclomotori non idonei al trasporto di due persone.   La nuova norma dovrebbe rassicurare più di un genitore e probabilmente rendere più appetibile prendere la patente per la moto a 16 anni, invece di aspettare la patente B a diciotto. E di certo tutto questo incoraggerà la vendita degli scooter e dei 125, a meno che le polizze assicurative non aumentino significativamente le proprie tariffe e le condizioni legate al trasporto di un minorenne. Gli altri provvedimenti che sono scattati da martedì scorso riguardano le persone disabili e il trasporto di rimorchi: diventa senza limiti il peso trasportabile se si sarà in possesso della nuova patente speciale. Fino a oggi il limite era fissato a 750 chilogrammi. Per quanto riguarda la patente B viene eliminato il richiamo obbligatorio alla residenza per il rilascio. Si tratta di un altro adeguamento alla norma europea che parla di luogo in cui la persona dimora per 185 giorni all'anno. Cambia anche la legge sugli esami per la patente B, quella più diffusa tra le licenze: l’esaminatore dovrà essere in possesso di una patente analoga da almeno tre anni. Per le altre, l’esaminatore dovrà prendere parte a un percorso formativo prima di poter svolgere la propria funzione. L’ultima novità riguarda i gradi del campo visivo verso l’alto necessari per conseguire la patente: passano da 25 a 30. R.E.B.
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