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venerdì, 26 maggio 2017

La casa di riposo di Andorno Micca resta senz’acqua

| Cronaca ANDORNO MICCA - Sono dovuti intervenire i Vigili del fuoco, lunedì mattina e persino ieri nel primo pomeriggio, ad Andorno Micca, per portare l’acqua, grazie alle autocisterne, alla casa di riposo del paese, rimasta all’asciutto dalle prime ore di entrambe le giornate.  E’ scattato subito l’allarme, con la richiesta di intervento inoltrata al sindaco Davide Crovella, che si è messo subito all’opera per capire cos’era capitato. «Il nostro acquedotto - spiega - è gestito da Cordar. Lunedì mattina il potabilizzatore di frazione Locato è rimasto praticamente vuoto per un guasto, tanto da lasciare senz’acqua diverse utenze del paese, compresa la Villa del Sorriso. A quel punto abbiamo coinvolto la Prefettura, per richiedere l’intervento dei Vigili del fuoco visto che Cordar non aveva nella propria disponibilità per quella giornata un mezzo di emergenza per coprire il servizio in una struttura che ospita una sessantina di anziani. Per fortuna c’è stata grande collaborazione tra il nostro ufficio tecnico, la Prefettura e il Comando dei Vigili del fuoco e in poco tempo, grazie alle autocisterne, la casa di riposo è tornata ad essere servita». Stessa scena che si è ripetuta ieri mattina dopo che la situazione si era normalizzata solamente verso la serata di lunedì quando il guasto era stato riparato e l’impianto era tornato a funzionare correttamente. Peccato che a distanza di poche ore il problema si è riproposto, lasciando sia utenze domestiche sia la casa di riposo di nuovo all’asciutto ieri mattina. Il sindaco Crovella, però, non ci sta. «Non capisco come sia possibile che il potabilizzatore si sia quasi completamente svuotato - sottolinea - senza che nessuno sia intervenuto. Sappiamo con certezza che l’impianto è allarmato, per cui Cordar doveva essere a conoscenza del problema dello svuotamento. Un ulteriore problema che si riscontra è quello con il centralino. Sia gli enti pubblici, sia i normali utenti lamentano la difficoltà di mettersi in contatto con la società. E poi non capisco come sia possibile che Cordar possa lasciare senz’acqua una struttura per anziani con una sessantina di ospiti e non disponga di un mezzo per le emergenze. Tutte questioni che abbiamo intenzione di approfondire, anche perché l’acqua non viene certo regalata. Capiamo che possa accadere un problema agli impianti, ci mancherebbe, ma reiterare la cosa a distanza di due giorni ci sembra abbastanza assurdo. Come sindaco, in qualità di responsabile della sicurezza dei miei cittadini, chiederò spiegazioni alla società, perché quanto accaduto non è concepibile. Per fortuna con la Prefettura e i Vigili del fuoco abbiamo tamponato la falla...».  Enzo Panelli    

Un aiuto dai migranti per riaprire il rifugio

| Territorio COGGIOLA - Il rifugio Monte Barone all’alpe Ponasca, amatissimo punto di ritrovo per gli amanti della montagna, valsesserini e non solo, si prepara a riaprire le sue porte. E lo fa con una grande novità: il nuovo look che i lavori di miglioramento funzionale e strutturale promossi dal Cai Valsessera, titolare dei locali, gli hanno conferito. Un inverno di lavori, ed ecco ora giunto il momento per dare il via alla nuova stagione, ancora una volta sotto la gestione di Davide Gioia. Nei giorni scorsi sono state apportate le ultime “rifiiture” all’area, sistemando materiali e dettagli: un compito che ha visto all’opera non solo i volontari locali del Club alpino, ora presieduto dal coggiolese Federico Iacolino, ma anche alcuni dei giovani migranti ospitati nel centro accoglienza di Granero. Sollecitati dai “concittadini” italiani, i giovani hanno infatti accettato di buon grado di offrire gratuitamente la loro robusta manodopera per l’importante causa.Tutta la Valsessera attende dunque il grande evento: l’appuntamento con la riapertura è in programma per domenica, a partire dalle 11. Per quell’ora è previsto il ritrovo di tutti i partecipanti al rifugio, cui seguiranno il saluto del presidente del Cai Valsessera, la relazione sui lavori eseguiti e la liturgia di benedizione. Chiuderà la giornata il pranzo libero (primo piatto caldo offerto dal Cai Valsessera). Per prenotazioni al pranzo: 347-9381377.  Veronica Balocco

Al Linguistico il plauso di Mattarella

| Generale «Gli uomini passano, le idee restano, restano le loro tensioni morali», raccomandava Giovanni Falcone. «E continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini». L’hanno fatto, quest’anno, attraverso i passi compiuti dagli studenti del liceo Linguistico “G. e Q. Sella” di Biella. Soprattutto grazie al loro lavoro contro la mafia, tanto gradito da farli comparire - in occasione del premio annuale, indetto dalla Fondazione Falcone per ricordare le figure di Giovanni e del collega Paolo Borsellino, come di tutte le vittime delle mafie - in televisione, martedì 23 maggio, su Rai Uno. Una diretta durante la quale hanno ricevuto il riconoscimento nazionale direttamente dalle mani del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e della sorella di Giovanni Falcone, Maria. A 25 anni esatti dalle stragi di Capaci e di via D’Amelio, il lavoro multimediale degli studenti dell’istituto superiore cittadino, classe 3° E, ha portato gli autori e il Biellese con loro in prima fila, per quello che è stato uno dei momenti più importanti della commemorazione avvenuta a Palermo. Ovvero l’incontro nell’aula bunker del carcere “Ucciardone”, costruita appositamente in occasione del maxi-processo che si svolse contro l’organizzazione criminale di Cosa Nostra, tra l’86 e l’87.Dopo i complimenti rivolti a tutti i partecipanti dal ministro all’Istruzione, Valeria Fedeli, è spettato a Maria Falcone lasciare ai giovani presenti, vincitori per le categorie “scuole elementari”, “scuole medie” e “scuole superiori”, il suo personale messaggio. Maria Falcone ha scelto proprio il momento in cui, a salire sul palco per ritirare il primo premio, era stata la delegazione biellese. «Il tuo lavoro, il nostro presente. I tuoi sogni, il nostro futuro», il suo monito dedicato al fratello.  Quindi, il microfono è passato al presidente Mattarella, che così si è espresso: «Un’intera generazione è cambiata dopo quella strage. Ma anche quest’epoca è flagellata da violenza, come dimostra l’attentato di Manchester. Eppure, il ricordo quegli anni così cupi a Palermo rimane vivido, in Italia e nel mondo, e provoca orrore e coinvolgimento. Il senso dell’impegno di Falcone e Borsellino viene trasmesso e assunto dai giovani, giorni dopo giorno. Loro hanno vissuto per sollecitare un impegno concreto e ininterrotto, contro la presenza della mafia». E sul ruolo della scuola, Mattarella ha sottolineato: «Un’azione della scuola è necessaria, per la formazione delle coscienze  alla legalità e al rispetto degli altri. Cari ragazzi, oggi avete reso voi stessi testimonianze importanti, su vite e opere di grande valore. Falcone, come Borsellino e tanti altri servitori delle istituzioni, erano straordinari nel loro impegno, ma si sentivano persone normali. I loro sono stati comportamenti che ciascuno di noi può servire, facendo scelte chiare e coerenti. Falcone e Borsellino camminano anche sulle vostre gambe e così le loro idee: siatene consapevoli». Giovanna Boglietti

Bollette rifiuti consegnate dopo la scadenza

| Generale COSSATO -  In questi giorni, le famiglie cossatesi stanno ricevendo, per posta,  le bollette di Seab relative al saldo della raccolta  dei  rifiuti del 2016. E fin qui niente di male. Ma la sorpresa è  la scadenza dei bollettini: è possibile pagare in due rate, la prima il 20 maggio (già trascorso) e la seconda il 15 giugno, oppure in un’unica soluzione entro il 15 giugno.Il sindaco Claudio Corradino avverte i cittadini di non tener conto  della prima scadenza indicata: basta che l’intero importo sia pagato entro il 15 giugno. Tutto questo sarebbe dovuto al fatto che Seab ha preparato in ritardo i conteggi, ma anche perché il Comune di Cossato ha chiesto di cambiare il sistema di bollettazione. «Per fare in modo che fosse ben chiaro ai cittadini quanto dovuto per il 2016, come Comune, abbiamo chiesto  a Seab di fatturare in base all’anno solare, cioè di inserire in bolletta soltanto il saldo relativo allo scorso anno e non anche l’acconto per il 2017 - spiega il sindaco Claudio Corradino -. Quanto prima, la Seab, infatti, invierà un’altra bolletta dell’acconto per l’anno in corso. In questo modo, sarà chiaro a tutti l’entità della spesa dello scorso anno».Il saldo del 2016, peraltro, non risulta particolarmente alto, in quanto i cossatesi, lo  scorso anno, hanno già pagato il 60-70% dell’importo. L’anticipo, che aveva allarmato i cittadini, infatti, era più elevato del solito, perché alla parte fissa della tariffa, la Seab aveva aggiunto quella variabile relativa ai conferimenti minimi (cioè 30 chili a testa). Pertanto, il saldo  risulta più basso. F.G.

Vandali contro il pulmino per i malati

| Cronaca VALLE MOSSO - «Se mi avessero dato un pugno mi avrebbe fatto meno male». Le parole tristi e toccanti di Pierino Crepaldi dicono tutto. Per questa creatura che in diciott’anni, dal lontano 1999, è cresciuta senza mai arrestarsi, progredendo senza sosta con la sua voglia di fare del bene,  lui ha dato cuore e anima. Ci ha messo tutto. E oggi, senza un apparente perché, improvvisamente, quasi dal nulla, il colpo che nessuno si aspettava lo ha squassato con rabbia. Ma anche dopo un iniziale momento di sconforto, alla fine Crepaldi - storico presidente del Volontariato Auser Vallestrona, uno dei primi sodalizi nati in zona a favore delle persone meno fortunate e bisognose - ha deciso: continuerò  a fare quel che faccio. Continueremo tutti insieme. Perché l’atto di quel vandalo che nella notte tra domenica lunedì si è divertito a squarciare tutte le quattro gomme del pulmino a nove posti utilizzato per trasportare i malati di Alzheimer al centro diurno di Trivero non può vincere. Non può essere una scusa sufficiente per mettere la parola fine a una storia di solidarietà lunga due decenni. Il gesto dell’ignoto, o degli ignoti, che hanno preso di mira il pulmino - parcheggiato quella notte, come sempre in settimana, nella piazza della farmacia di Crocemosso, nei cui pressi vive uno dei due autisti - è più di un semplice atto di vandalismo. E’ una ferita a un intero territorio. Da sempre, infatti, la Valle sente il Volontariato Vallestrona come qualcosa che appartiene alla collettività, un servizio di tutti. Cui tutti cercano di dare una mano, chi collaborando, chi porgendo offerte, chi usufruendo di quel che mette a disposizione. «In diciott’anni, mai un problema», afferma affranto il presidente Crepaldi, raccontando che il pulmino è stato messo fuori gioco proprio poco prima di tornare in servizio: «Il mattino del lunedì, alle sette e mezza, avrebbe dovuto riprendere il suo classico giro, per raccogliere i sette pazienti e portarli come ogni giorno al centro triverese, dove ricevono terapie quotidiane contro l’Alzheimer». Contro di loro, dunque, e non tanto contro il sodalizio è stato letto il gesto dei vandali: «Chi ha strappato le valvole delle gomme - fa notare il presidente - non si rende conto di aver colpito dei malati, che hanno bisogno di cura. E che quel giorno hanno rischiato di non poter accedere alla loro terapia». Un rischio fortunatamente sventato alla fine, ma solo grazie alla disponibilità dei volontari Auser, che si sono messi in campo con le loro auto private: «Abbiamo avvisato tutti telefonicamente di non uscire in strada e attenderci nelle loro case - spiega Crepaldi -.  Poi una macchina  ha raccolto i pazienti tra Lessona, Masserano e Cossato, l’altra tra Bioglio, Pettinengo e Mosso. E li hanno portati al Centro che li attendeva». Il dolore però resta. E pare non esserci spiegazione. «Non abbiamo mai avuto nulla da dire con nessuno - racconta ancora il presidente -, anche il Comune ci aiuta. Non riusciamo proprio a comprendere i motivi di un tale gesto». E mentre le ipotesi oscillano tra la semplice ragazzata e un cattivo dispetto, tutto resta adesso nelle mani dei carabinieri, i quali si sono fatti carico di indagare a fondo nel tentativo di capirne di più. «Noi intanto continuiamo, e non ci arrendiamo», ribadisce Crepaldi. Sfoderando un’ostinazione che non è solo frutto di sensibilità, ma anche dei grandi risultati ottenuti nel corso degli anni: «Oggi contiamo 180 tesserati, 40 soci attivi e 8 mezzi in dotazione - puntualizza -. Nel solo 2016 abbiamo effettuato 14.400 servizi, percorrendo 172mila chilometri per 22mila ore di servizio. Trasportiamo malati alle case di riposo, agli ospedali e case di cura anche in tutta Italia, accompagnamo i pazienti al Centro Alzheimer, al Cim, alla Domus, alla Paruzza, ma seguiamo anche gli anziani che devono semplicemente andare a fare la spesa. Insomma: per chi ha bisogno, noi ci siamo. E se a tutto questo aggiungiamo il corso di computer, le ore di riabilitazione per ragazzi autistici, gli incontri di “palestra della memoria” e le lezioni di ginnastica dolce che promuoviamo, il quadro delle nostre offerte è completo. Di due sole cose abbiamo bisogno in cambio dalla popolazione: di aiuto e di qualche offerta libera, per consentirci di coprire le spese per i mezzi. Tutto qui. Niente di più. E allora, mi dica lei: perché meriteremmo che qualcuno ci faccia del male?». Veronica Balocco

Avvocati in sciopero, 100 processi ‘out’

| Cronaca BIELLA - Si conclude oggi l’ennesima settimana di sciopero degli avvocati penalisti che protestano contro il disegno di legge di riforma del processo penale approvato dal Senato, da ieri in aula alla Camera, e contro il Ddl di riforma della legittima difesa. Da lunedì a oggi, in tribunale a Biella, sono slittati e slitteranno a data da destinarsi un centinaio di processi. Si tratta della quarta astensione dalle udienze dei penalisti del 2017, dopo l’ultima dei giorni dal 2 al 5 maggio e quelle del 10-14 aprile e del 20-24 marzo. Le ragioni dello sciopero sono sempre le stesse. Tutti i penalisti sono concordi nel definire “antidemocratiche” le modalità con le quali la riforma è stata approvata: «La scelta di riproporre il voto di fiducia anche davanti alla Camera - è stato ribadito - conferma il perdurare di un atteggiamento di inammissibile disprezzo nei confronti del dibattito parlamentare». I penalisti denunciano «il contrasto con i principi costituzionali e convenzionali della immediatezza, del contraddittorio, della presunzione di innocenza e della ragionevole durata dei processi». Valter Caneparo

Chiesa gremita per l’addio a Roberto

| Generale MONGRANDO - E’ il giorno del lutto, il giorno delle lacrime, dei tanti amici increduli che ieri pomeriggio hanno affollato, silenziosi, con gli occhi lucidi di pianto, la chiesa di Curanuova. Erano in tanti, al punto che il tempio della frazione di Mongrando non ce l’ha fatta a contenerli tutti. Hanno voluto partecipare al funerale di una persona cara, che piaceva a tutti e tutti contagiava con il suo sorriso e la sua simpatia. E’ stato il giorno della consapevolezza per un’intera comunità d’aver perso un componente importante, Roberto Raimondo, 37 anni, sposato e padre di una bambina di 8  anni, in un modo terribile: è rimasto ucciso giovedì scorso poco prima delle 6 del mattino lungo via Gramsci a Cerrione dopo aver travolto e ucciso con la sua moto - una Kawasaki ZX 600 - un capriolo che gli ha all’improvviso tagliato la strada mentre si stava recando al lavoro nella ditta “Sabotino” di Salussola dove lavorava come camionista.La questione è delicata. Ecco perché il magistrato ha voluto vederci chiaro e ha ordinato l’autopsia. Il numero dei selvatici che provocano incidenti è in aumento. Domenica pomeriggio alle 15 un altro motociclista ha rischiato grosso. Anche a lui, 25 anni, di Sordevolo, un capriolo ha attraversato la strada mentre stava percorrendo la provinciale della Valle Elvo in sella a una Ducati Monster. Si trovava a Muzzano quando l’animale gli è sbucato davanti all’improvviso e non ha potuto far nulla per evitarlo. Per fortuna, stavolta, il motociclista ha riportato solo delle escoriazioni dopo che è caduto sull’asfalto. Il capriolo è invece morto.Stimato da tutti, Roberto Raimondo sognava di partecipare con la sua auto al prossimo “Motor festival” che si svolgerà proprio a Mongrando e che comprenderà anche il 1° raduno Alfa. Lascia nel dolore la moglie Romina Zinesi con la figlia Loredana, la mamma Pina e il papà Pietro, la sorella Jessica con Maurizio, la suocera Antonella Rossetti e la nonna Lina. V.Ca.

Strage di Manchester, salvi i biellesi che lavorano nella metropoli inglese

| Cronaca L’attentato  terroristico di lunedì sera alla Manchester Arena, che ha provocato 22 morti e decine di feriti, ha sconvolto anche Biella. Sono tanti i biellesi che, per motivi di studio, di lavoro o di vacanza, lunedì si trovavano nella città metropolitana del Regno Unito, scenario dell’ennesimo terrificante attentato terroristico. Per ognuno di loro, tra lunedì sera e martedì mattina, un’intera famiglia è stata in pensiero per ore: madri, padri, nonni e semplici amici che, venuti a conoscenza dell’esplosione, hanno preso  il telefono cellulare per sapere che i loro cari stavano bene, che loro, al concerto, non c’erano. Nella speranza di saperli sani e salvi. Lo ha fatto, martedì mattina poco dopo le 8, Arturo Mosca, di Mottalciata. Suo nipote è Paolo Gaudino (nella foto), 31 anni, torinese che vive proprio a Manchester, dove lavora nello staff dei preparatori atletici del Manchester United e dove gestisce un ristorante, il Pasta Factory, che si trova a Shudehill, proprio a pochi passi dalla Manchester Arena, teatro, lunedì sera, dell’attentato che ha seminato panico e morte. «Ho sentito martedì mattina al telegiornale la notizia di quanto successo. Ho pensato subito a Paolo - spiega Arturo Mosca - il suo ristorante è proprio vicino al luogo dove c’è stata l’esplosione. Non è confinante, ma comunque molto vicino. Ho subito telefonato a Paolo, ero molto preoccupato. Non ha risposto, ma per fortuna ha ci ha richiamato poco dopo: era in areoporto, stava bene». Una telefonata velocissima, quella di Paolo Gaudino, fatta per tranquillizzare i famigliari: «Ha detto solo di stare tranquilli - prosegue Arturo Mosca - che stava bene: stava partendo per Stoccolma dove stasera (ieri per chi legge) la squadra per cui collabora avrebbe affrontato l’Ajax. Io e mia moglie abbiamo tirato un sospiro di sollievo, prima che  la nostra mente corresse ai famigliari delle vittime e dei feriti».E’ stato un martedì mattina di preoccupazione anche per i famigliari di Giulia Bianchetto, infermiera di 24 anni di Lessona, che da un anno e mezzo si è trasferita a Manchester con il fidanzato. «Appena abbiamo saputo dell’attentato - spiega la nonna, Carla - abbiamo cercato di contattare Giulia, via messaggi. Per fortuna sia lei sia il fidanzato stanno bene: non erano al concerto. Mi sono spaventata: ancora oggi (ieri per chi legge) sono scombussolata: guardando la televisione non si parla di altro che di quell’attentato. Ho avuto davvero tanta paura per Giulia, ho temuto per la sua incolumità. E’ una ragazza giovane, a settembre si deve sposare, ha tutta la vita davanti a sé...». Shama Ciocchetti

La sicurezza “spacca” il Consiglio comunale

| Biella Città BIELLA - Un consiglio comunale, quello di martedì scorso, che non proponeva grossi temi di scontro, tanto che sia la delibera sulla rinegoziazione dei mutui, sia quella dell’affidamento a Enerbit di tremila punti luce per la sostituzione delle lampade con i led, sono passate anche con i voti della minoranza. I problemi sono invece nati dalle mozioni. In particolare quella proposta da Lega Nord sulla sicurezza. Nonostante l’amministrazione abbia assicurato la volontà di impiegare di più i vigili sulle strade, come richiesto dal capogruppo del Carroccio Giacomo Moscarola, il documento è stato bocciato. Creando una serie di reazioni, soprattutto da parte di Moscarola stesso_ «Il tutto nasce da una mia mozionein cui chiedevo al sindaco e all’assessore La Malfa di di modificare gli ordini di servizio interni alla polizia municipale prevedendo un sostanziale aumento degli agenti che effettuano servizi di pattugliamento del territorio rispetto al personale interno, di prevedere il servizio fisso di personale di polizia municipale appiedato che compia pattugliamento costante presso i giardini cittadini per garantire una maggiore sicurezza in aree così sensibili per la presenza di molti bambini e adolescenti, di  interloquire con la Questura per prevedere servizi congiunti tra Polizia Municipale e Polizia di Stato per la prevenzione dei reati e la tutela della sicurezza urbana, con particolare attenzione alle frazioni cittadine e di  prevedere (anche grazie all’aumento di organico dovuto alla convenzione con Gaglianico) l’ordine di servizio per l’effettuazione di servizi fino alle 2 nei giorni di venerdì e sabato per il controllo del territorio in modo particolare nelle zone della “movida” cittadina». La discussione sembrava avviata bene. «Dopo aver illustrato la mozione - spiega il consigliere di Lega Nord Giacomo Moscarola - ha preso la parola l’assessore La Malfa che ha sottolineat come le richieste fossero tutte sensate e che la giunta stava appunto andando verso quella direzione.  Al termine dell’intervento dell’assessore ha preso la parola per il Pd il consigliere Marton, che senza dare spiegazioni ,ha incredibilmente annunciato il voto contrario del Partito Democratico alla mozione proposta, tra l’incredulità di tutta la minoranza. Per completare il teatrino dell’assurdo prende la parola il Sindaco dicendo che la mozione era “strumentale”  e annuncia pertanto il suo voto contrario. Se per il Sindaco, chiedere maggiore sicurezza è una cosa “strumentale” ne prendo atto e spero che ne prendano atto anche i cittadini biellesi...». E.P.
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