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mercoledì, 01 giugno 2016

Al Ricetto bimbi in festa con Lucchetta (FOTOGALLERY)

| Territorio CANDELO - Un borgo medievale a misura di bambino. Per due giorni, nel weekend, il Ricetto di Candelo è diventato questo, grazie al Festival del Libro per ragazzi organizzato dal Comune e Borghi srl con la collaborazione ed il contributo di Fondazione Fila Museum. Un grande evento di cultura e divertimento, reso ancor più ghiotto dalla presenza di un testimonial d’eccesione, il grande ex pallavolista Andrea Lucchetta. La kermesse ha promosso la lettura con iniziative dinamiche e divertenti rivolte a bambini e ragazzi, tra mostre mercato, laboratori creativi, letture animate, giochi e animazioni a tema. E molto, molto altro. Nelle foto di Corrado Sartini, alcuni momenti dell’inaugurazione con Andrea Lucchetta.  Guarda la fotogallery http://www.ecodibiella.it/it/photogallery/eventi/3005-festa-dello-sport-di-candelo/3005-festa-dello-sport-di-candelo-637/1-50

Progetto per un'area camper in città

| Biella Città BIELLA - È stato approvato dalla Giunta lunedì 30 maggio ed è stato inviato verso gli uffici dell’Apcc (l’associazione produttori camper e caravan) il progetto per la realizzazione di una nuova area camper in città. Qui sarà in lizza per un bando per ottenere contributi. In base ai disegni, lo spiazzo avrà a disposizione undici posti attrezzati, due dei quali per disabili, con quello che serve ai mezzi dei campeggiatori (dall’allacciamento alle reti idriche alla connessione Wi-Fi), ed è stato pensato lungo corso Rivetti, a ridosso del parco fluviale e accanto alla nuova sede Atap e al poligono di tiro a volo. «Abbiamo redatto il progetto - spiega Valeria Varnero, assessore ai lavori pubblici - collaborando con l'associazione dei campeggiatori e lo abbiamo mostrato in anteprima alla commissione barriere. La collocazione è stata scelta anche per l'assenza di barriere architettoniche oltre che per la posizione particolarmente felice, con una delle migliori viste sulle nostre montagne. Quello è certamente uno degli angoli di Biella che vogliamo riqualificare e valorizzare». Il costo preventivato per l'intervento è di 80mila euro circa, che comprendono non soltanto l'allestimento dell'area ma anche la realizzazione di un attraversamento pedonale rialzato e illuminato e i camminamenti senza barriere per raggiungerlo. «Se vincessimo il bando a cui stiamo partecipando - spiega Valeria Varnero - otterremmo 20mila euro. Ma potremo partecipare ad altri bandi, sia nel settore turistico sia in quello della sicurezza stradale, per ottenere ulteriori finanziamenti. Certamente, come ci dice l'Atl, la domanda dei turisti che chiedono un'area attrezzata per la sosta dei camper è in crescita». v.s.

Vanessa vuol vincere Miss Curvy

| Territorio COSSATO - Sono morbidamente belle, sono otto e sono le prime ragazze della categoria curvy ad accedere alla prima selezione verso le prefinali di Jesolo di Miss Italia: fra queste, anche una universitaria di Cossato. Unico requisito imposto, quest’anno per la categoria curvy, era la taglia rigorosamente over 44. A Bologna, si sono presentate oltre un centinaio di ragazze, orgogliose delle loro curve. La giuria, che ha lavorato insieme a Patrizia Mirigliani, ne ha selezionate otto: Fabiana Pastorino di Genova, Vanessa Valli di Cossato, Giulia Cesarini di Portogruaro (VE), Melanie Fischnaller di Bressanone (BZ), Arianna Maffi di Desenzano del Garda (BS), Enrica Naldi di Codigoro (FE), Adele Bava di San Venanzio di Galliera (BO). A loro si aggiungeranno altre ragazze, in due casting che si terranno a Roma e a Bari, per un totale di 25 prescelte, 15 delle quali saranno subito ammesse alle prefinali, mentre le altre 10 si sfideranno in un concorso online per aggiudicarsi i restanti 4 posti in palio. Vanessa, 21 anni, studentessa universitaria in Scienze della comunicazione a Torino, aveva già partecipato ad altri concorsi. A “Donna Moderna” aveva confidato di aver scelto «Torino perchè meno frenetica, più vivibile» e «Scienze della comunicazione perché il mio sogno è da sempre quello di diventare giornalista sportiva» perché ama il calcio che segue «da quando sono piccolissima per “merito” di mio papà, tifosissimo del Novara Calcio (e io di conseguenza), che mi portava e mi porta tuttora al Silvio Piola». In più - ha spiegato Vanessa Valli «mi diletto come fotomodella/modella spesso in compagnia di mia sorella». Vanessa dice di essere «finalmente felicemente fidanzata con il ragazzo migliore del mondo» e di sognare «il matrimonio, una famiglia e 3 figli». R.E.B. 

Lavoro volontario e sport per richiedenti asilo e profughi

| Biella Città BIELLA - Sono stati presentati ieri, lunedì 30 maggio con una conferenza stampa a palazzo Oropa, due nuovi progetti per favorire l'integrazione dei migranti nel tessuto sociale della città. Un progetto consente ai richiedenti asilo di lavorare come volontari nelle aree verdi e nelle scuole, un altro apre le porte dello stadio La Marmora-Pozzo a coloro che hanno già uno status più consolidato. L'iniziativa coinvolge tre assessorati, lo Sprar (il sistema di protezione di secondo livello per i richiedenti asilo), due realtà che si occupano dell'accoglienza per conto della Prefettura come Il Filo da Tessere e Pacefuturo e associazioni come Migr'Action e Sportivamente. Il tutto nel quadro del protocollo d'intesa tra Prefettura e Comuni per disciplinare il volontariato svolto dai migranti. Il lavoro volontario dei richiedenti asilo è già cominciato giovedì scorso, con una quindicina di migranti che hanno cominciato a ripulire viali e cunette dei giardini Zumaglini. Sono tutti ospiti delle strutture gestite da Il Filo da Tessere e operano sotto l'egida dell'associazione Migr'Action. «È il traguardo di un lungo percorso - spiega l'assessore ai servizi sociali Francesca Salivotti - cominciato quando erano ancora ospiti dell'ex scuola di via Coda a Chiavazza. È un progetto che si inserisce nel contesto del welfare generativo che abbiamo applicato in altri ambiti: chi ottiene un aiuto, ha così la possibilità di rendersi utile prestando un servizio alla collettività». I lavori che sono stati assegnati ai richiedenti asilo sono semplici e non comportano l'uso di strumenti pericolosi. «Ma in questo modo - spiega Alberto Torchio de Il Filo da Tessere - si avvicinano non solo al mondo del volontariato, che non è detto sia proprio delle loro culture di origine, ma anche alla possibilità di costruirsi un futuro nel mondo del lavoro una volta completato l'iter. Nella nostra esperienza biellese, i rifugiati restano in media otto mesi nel programma di seconda accoglienza dello Sprar e l'80% di loro diventa autosufficiente al termine del percorso». Al lavoro ai giardini Zumaglini si aggiungeranno gli interventi in altri parchi pubblici, compresa la ritinteggiatura delle panchine, e le opere di manutenzione delle scuole cittadine. «Torneremo, come promesso nei mesi in cui i rifugiati erano nella scuola di via Coda, anche a Chiavazza -afferma Valeria Varnero, assessore ai lavori pubblici, che ha preparato l'elenco degli interventi possibili - Delle scuole si occuperanno, alla fine delle lezioni, i richiedenti asilo ospiti delle strutture gestite da Pacefuturo. In tutto si tratta di una trentina di migranti coinvolti». Un impegno che, come ha detto Roland Albert Djomeni, presidente dell'associazione Migr'Action, vuole essere alla luce del sole: «Immaginiamo il nostro impegno come la pietra che inizia la costruzione di qualcosa che vogliamo lasciare nella città che ci ha accolto». Il secondo progetto riguarda invece lo sport e coinvolge i migranti già inseriti nell'accoglienza di secondo livello dello Sprar, riservata a chi ha superato lo scoglio della domanda di ammissione alla protezione. A portarlo avanti l'associazione Sportivamente di Charlie Cremonte che, qualche tempo fa, ha proposto all'assessore Teresa Barresi di portare allo stadio alcuni rifugiati per fare attività fisica: «Abbiamo accettato subito - spiega l'assessore allo sport - e non solo perché il nostro splendido stadio è aperto a tutti. Questo progetto vede nell'attività sportiva non solo uno strumento per passare un po' di tempo facendo qualcosa di salutare, ma anche una via per socializzare, non solo tra di loro ma anche con il resto degli sportivi cittadini». Lo conferma anche Adele Fioravera, che per conto del consorzio Iris si occupa di reinserimento sociale per gli ospiti dello Sprar: «Sono tanti, di differente estrazione, e vivono in appartamenti a volte lontani in città. Allo stadio hanno un momento per stare insieme, conoscersi meglio. E conoscere meglio la città che li ospita. E sarebbe bello se, in base alle inclinazioni di ognuno, qualcuno potesse entrare a far parte di una società sportiva cittadina». Gli allenamenti si svolgono dalle 14,30 alle 16,30 del venerdì pomeriggio e coinvolgono per ora una decina dei 25 adulti (ci sono anche cinque bambini) inseriti nel sistema di accoglienza dello Sprar. Roland Albert Djomeni spera di trovare anche qualche bravo calciatore: «Abbiamo in mente di organizzare una squadra di migranti per partecipare da settembre al prossimo campionato amatori». v.s.

2 Giugno, il programma delle celebrazioni a Biella

| Biella Città BIELLA – Il Comune di Biella ha reso noto il programma delle celebrazioni in occasione del 2 giugno, Festa della Repubblica italiana. Il ritrovo è alle ore 10 al Monumento ai Caduti ai Giardini Zumaglini, alle 10.30 l’inizio della cerimonia ufficiale: onori militari al Gonfalone della Città, alzabandiera, deposizione della corona di alloro, lettura del messaggio del Presidente della Repubblica, interventi del presidente della Provincia Emanuele Ramella Pralungo, del sindaco Marco Cavicchioli e del viceprefetto vicario Patrizia Bianchetto, consegna delle Onorificenze dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, consegna di una medaglia d’onore concessa dal Presidente della Repubblica. Il tutto con il contributo musicale a cura della Banda “Giuseppe Verdi” diretta dal Maestro Massimo Folli. L’invito delle autorità alla popolazione è di partecipare numerosa e ad esporre il Tricolore. v.s.

Brucia una fabbrica, 14 intossicati

| Cronaca Sono quattordici i feriti, la maggior parte soccorritori, nel maxi incendio che l’altra sera ha distrutto i capannoni di una fabbrica di vernici a Scarmagno, vicino a Ivrea, la Darkem di via Maserano (foto Ansa). In supporto è intervenuta anche una squadra dal comando provinciale di Biella. I più gravi tra i feriti sono proprio due vigili del fuoco, portati con l’elicottero del 118 al Cto di Torino, nel reparto grandi ustionati. Uno è un caposquadra, 54 anni, che ha riportato ustioni di terzo grado sul volto e sul torace, in percentuale si tratta di circa il sette per cento del corpo. Si è fratturato anche una caviglia. Le sue condizioni sono serie, ma a detta dei medici non dovrebbe essere in pericolo di vita. Non rischierebbe inoltre di perdere la vista nonostante la fiammata al viso. Gli altri Vigili del fuoco, in tutto sette, rimasti ustionati nel tentativo di domare l’incendio, sono per fortuna meno gravi. Uno di loro ha riportato un profondo taglio alla testa. Gli altri cinque, medicati in ospedale a Ivrea, hanno riportato ferite giudicate guaribili tra i 10 e i 40 giorni. Si trovavano già vicini alla fabbrica quando ci sono state le prime esplosioni causate, forse, dall’esplosione di bombole di gas. Tra i soccorritori feriti ci sono anche due poliziotti e due carabinieri. Gli altri tre feriti sono residenti: sono stati colpiti dall’onda d’urto dell’esplosione, che è stata avvertita anche a una decina di chilometri di distanza, o si sono fatti male nel tentativo di scappare. Decine di autobotti e di squadre dei Vigili del fuoco, si sono date il cambio per tutta la notte per domare l’enorme rogo che ha distrutto completamente i capannoni della fabbrica che si trova poco distante dall’ex complesso Olivetti. Sono intervenuti anche i tecnici dell’Arpa per verificare la qualità dell’aria. V.Ca.

Abbandono rifiuti, sono 80 le sanzioni

| Biella Città BIELLA - Continuano le iniziative del Comune di Biella per limitare il fenomeno degli abbandoni dei rifiuti in città. Dove si può arrivare con le buone gli ispettori messi in campo per vigilare agiscono con il dialogo. Dove invece non si può partono le sanzioni. Che sono già un’ottantina, come svela l’assessore all’ambiente Diego Presa. «La più elevata è stata di 6.500 euro - sottolinea - ed è stata comminata ad una impresa colta ad abbandonare rifiuti pericolosi. Per evitare che il procedimento finisse in penale ha pagato entro pochi giorni un quarto della sanzione amministrativa che in origine è di 30mila euro, ridotta appunto a 6.500 che abbiamo incassato. Ci sono state poi una decina di sanzioni del valore di 600 euro, per abbandono vero e proprio di rifiuti, mentre le altre sono state da 100 o da 50 euro ed hanno colpito utenti che non seguivano le corrette regole di differenziazione dei rifiuti. Dopo i vari avvertimenti non abbiamo potuto far altro che multarli».Il Comune, per ampliare il controllo in città, oltre agli ispettori formati ha messo in campo anche una task force composta da vigili urbani che hanno prima affrontato un percorso di studio dei vari regolamenti comunali in tema ambientale e, poi, sono scesi in campo. Enzo Panelli 

Una mail per dare nuova vita al Priorato

| Territorio CASTELLETTO CERVO - Dopo l’appello già lanciato nei giorni scorsi dal Comune di Pray, intenzionato a dar nuova vita allo storico Palazzo Riccio di Flecchia, un’altra amministrazione comunale biellese sceglie di aderire alla nuova iniziativa ideata dal Governo Renzi per sistemare e valorizzare il patrimonio di beni culturali dimenticati del Belpaese (con uno stanziamento complessivo di 150 milioni di euro). Questa volta a lanciare un appello alla popolazione è Castelletto Cervo, che tramite il Comune invita tutti a segnalare (sino a domani) all’indirizzo mail bellezza@governo.it il suo patrimonio più prezioso: il Monastero cluniacense.“Con la presente desidero segnalare e sostenere il progetto Il priorato cluniacense a Castelletto Cervo: un monastero ritrovato per la valorizzazione del Priorato Cluniacense SS. Pietro e Paolo in Comune di Castelletto Cervo, Regione Piemonte”. Questo il testo che l’amministrazione comunale invita tutti ad inviare, con tanto di firma, per perorare la causa. Il tutto allo scopo di dare ossigeno alle possibilità di recupero del prestigioso complesso, già oggetto di un sistematico e pluriennale programma di ricerca archeologica e storica a cura del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro”. Un progetto volto all’individuazione non soltanto delle fasi di edificazione attraverso cui si è costituito il complesso monastico, ma anche di molti altri aspetti funzionali alla ricostruzione storica globale del monastero. «Alla fase di indagine e ricerca storica e architettonica, per consentire la conservazione e la fruizione di un bene culturale di tale rilievo - spiega infatti l’amministrazione -, si rendono necessari interventi di restauro degli edifici e di riordino delle aree limitrofe, di promozione e di valorizzazione in senso turistico e culturale del complesso». Questo, dunque, il quadro nel quale si inserisce l’appello levato alla popolazione, affinché il Governo annoveri il monumento trai i beni finanziabili.Veronica BaloccoLeggi di più sull'Eco di Biella di lunedì 30 maggio 2016  
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