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martedì, 04 agosto 2015

«Raccogliamo firme contro i balordi»

| Cronaca BIELLA - «Sono pronto a promuovere una petizione contro questi farabutti che continuano a fare ciò che vogliono senza che nessuno muova un dito. Questa gente si sente padrona del territorio, si sente in diritto di comandare e di picchiare chiunque, anche solo per un’occhiata. Ho i filmati che ritraggono questi farabutti che picchiano, minacciano, insultano. Li ho mostrati alle forze dell’ordine, ma non è mai successo nulla: questi personaggi paiono immuni da tutto e da tutti. Siamo di fronte a una parentesi di democrazia sospesa con i prepotenti a farla da padroni...». E’ partito lancia in resta, stavolta, Michele Marino, noto a tutti come “Miki Panini fiki”, il paninaro che si può trovare ogni sera nel parcheggio della provincia. L’ennesimo episodio di violenza che lo ha convinto a promuovere una raccolta di firme contro i violenti e i prepotenti, è avvenuto tre sere fa. Una donna - che si è poi presentata in questura a fare denuncia - è stata spintonata e picchiata da un energumeno senza motivo. La stessa sorte è toccata a un suo amico. «Era un anno che quel balordo non si faceva vedere - racconta Miki - da quando, anche allora, aveva picchiato un ragazzo senza motivo. Ho mostrato i filmati di quella notte alla polizia, ma non è servito a niente». I fatti. Anche stavolta il balordo era con tre amici. «Il peggiore di tutti mi ha chiesto con educazione se potevo fargli credito di quattro panini in quanto suo nipote gli aveva preso il portafogli. I soldi me li avrebbe portati il giorno dopo. Gli ho detto di no, che non faccio credito, che la vita è già dura così». Un cliente che stava assistendo alla scena ha solo accennato a dire qualcosa e per tutta risposta l’energumeno lo ha schiaffeggiato. Si è allora messa di mezzo una donna e anche lei è stato presa a sberle e spintonata al punto che è finita a terra gambe all’aria. A quel punto è stato chiesto l’intervento della polizia. Ma quando sono arrivate le volanti, i balordi si erano gi allontanati. Gli agenti hanno poi cercato inutilmente di rintracciarli. La proposta.  «Ho chiesto un incontro con il Questore in quanto il problema va risolto una volta per tutte. A fare casino, a minacciare, a comportarsi da arroganti, sono sempre gli stessi, saranno una decina o poco più. L’atteggiamento è tipico dei malavitosi. Parlo ai poliziotti, a quelli penitenziari, ai carabinieri, ai giornalisti: tutti sanno chi sono quei balordi, ma nessuno fa nulla per impedire che possano continuare a dare fastidio ai cittadini per bene...». Valter Caneparo

Esami e visite sempre più a pagamento

| Economia BIELLA - Quello che si andrà ad innescare con il taglio da 7 miliardi per la sanità pubblica è un meccanismo pericoloso che porterà scompensi a pazienti e medici di medicina generale. E’ questo il pensiero dalla maggior parte dei camici bianchi italiani dopo il passaggio al Senato del decreto legge sugli enti locali che contiene anche la drastica diminuzione di risorse al sistema sanitario nazionale. Al coro dei colleghi si allinea anche il segretario provinciale della Fimmg di Biella, Sergio Di Bella. Che parte nella sua disamina citando alcuni numeri interessanti. «Dal 2012 ad oggi sono stati già effettuati tagli alla sanità pubblica per 30 miliardi di euro. Secondo il rapporto di marzo 2013 di Gimbe, il Gruppo italiano per la medicina basata sulle evidenze,  gli sprechi in sanità ammontano a 25 miliardi/anno, e di questi frodi e abusi e costi eccessivi di  beni e servizi ammontano a 10 miliardi, proprio quelli che in atto con il decreto in argomento si vogliono tagliare».  La norma prevede soprattutto una stretta sui medici. Che non saranno più liberi di prescrivere esami ai propri pazienti ma dovranno attenersi a rigidissime tabelle ministeriali. «Qui - dice Di Bella - siamo di fronte a una squalificazione della professione medica. Se un paziente verrà da noi per ottenere delle prestazioni, per approfondire delle diagnosi, si sentirà dire di no, perché noi avremo le mani legate. La conseguenza? O dovremo richiedere visite specialistiche che costano molto al sistema sanitario nazionale e rischiano di allungare le lista d’attesa, oppure i nostri assistiti dovranno recarsi a proprie spese in centri privati. Così facendo non faremo altro che andare ad arricchire la sanità privata e a svuotare le tasche dei cittadini». Eventuali prestazioni prescritte dai medici e non giudicate congrue, inoltre, porteranno un provvedimento economico nei confronti del camice bianco. «Insomma, con questa legge - conclude Di Bella - non si fa altro che portare la sanità pubblica italiana, oggi al secondo posto nel mondo, indietro di molte posizioni».  Dello stesso parere anche il presidente dell’ordine dei medici, Enrico Modina, assai critico nei confronti dei tagli e delle modalità scelte. «Il risultato è chiaro, i pazienti saranno penalizzati e i medici esposti a critiche perché non potranno più prescrivere». Con il rischio di un ulteriore intasamento dei Pronto soccorso dove eventuali esami verranno comunque effettuati.  Sul tavolo ci sono una serie di misure per 2,3 miliardi nel 2015, altrettanti nel 2016 e nel 2017. Ma le proiezioni degli esperti sanitari parlano di tagli che raggiungeranno i dieci miliardi di euro. E’ previsto il taglio delle prestazioni specialistiche (visite, esami strumentali ed esami di laboratorio) non necessarie. Il ministero della Salute stilerà la lista delle situazioni e patologie dove analisi e approfondimenti sono necessari, se si è fuori della lista si pagherà di tasca propria. Anaao Assomed, associazione dei medici dirigenti annuncia una mobilitazione in autunno. «Ancora una volta la sanità pubblica verrà assunta a bancomat del governo, anche se dal 2010 al 2014 ha già dato 31 miliardi di euro e nel ddl enti locali si prevedono tagli per ulteriori 7 miliardi fino al 2017. In attesa dei fantastiliardi di minore spesa che dovrebbero derivare dall’efficientamentò del sistema, per pagare meno Imu rischiamo di pagare più farmaci e visite mediche».  Enzo Panelli

Lavori pubblici, chiusa la biblioteca

| Biella Città Da oggi, fino al 23 agosto la biblioteca civica di via Pietro Micca rimarrà chiusa al pubblico per le vacanze estive. Un momento di stop dell’attività ordinaria che, però, non interesserà gli operatori, impegnati nelle lunghe procedure pre-trasloco nella nuova sede di piazza Curiel. La riapertura è prevista, sempre con orario ridotto, dal 24 agosto quando si potrà accedere alla struttura di via Pietro Micca per sei giorni alla settimana, dal lunedì al sabato, dalle 9 alle 12,30. In questo periodo, la biblioteca garantirà il prestito e la restituzione dei libri a scaffalatura aperta (romanzi) e del materiale multimediale. Non sarà più possibile, se non in casi particolari (tesi di laurea, ricerche con scadenza) e solo su appuntamento, avere in prestito i libri del magazzino. È invece consentito l'accesso alla sala per la lettura dei giornali e di libri personali. L'accesso alle postazioni internet è sospeso, mentre la sala Biella rimane a disposizione degli studiosi. Allo stesso modo la biblioteca ragazzi ospitata temporaneamente a Villa Schneider, fino al completamento dei lavori alla Palazzina Piacenza, riaprirà giovedì 27 agosto. 

Soldi falsi: è allarme nel Biellese

| Biella Città BIELLA - E’ tempo di soldi falsi, di balordi che tentato in ogni modo di rifilare al malcapitato commerciante di turno banconote contraffatte,  peraltro, negli ultimi tempi, neppure troppo bene. Banconote da 50 euro sono state rifilate la scorsa settimana a Viverone, durante la movida del mercoledì notte. Si parla di almeno una decina di pezzi che qualche balordo è riuscito a consegnare agli ignari baristi di almeno un paio di locali approfittando del caos del momento con la musica a palla, delle decine di cocktail da fare, delle mani bagnate, della confusione. Altre banconote da venti sarebbero state spacciate la settimana prima. E altre ancora da venti, fasulle come non mai, sono finite nelle mani del cassiere di una discoteca di Biella. Alla fine il presunto spacciatore di soldi falsi sarebbe stato addirittura identificato e allontanato. In tutto avrebbe rifilato anche in questo caso una decina di banconote. Le indagini. Che si tratti della stessa persona non è ancora chiaro. Di certo i carabinieri ci stanno lavorando sodo e stanno mostrando alle vittime degli spacciatori le foto di vari personaggi nel tentativo di identificare chi negli ultimi tempi sta spacciando nel territorio così tante banconote contraffatte.  Il caso. L’ultimo caso risale all’altro giorno ed è avvenuto in un negozio di Verrone. Erano da poco passate le 17. Un giovane ben vestito e all’apparenza distinto, di chiare origini nordafricane, ha cercato di pagare una maglia e un cappello con una banconota da cento euro chiaramente fasulla. La commerciante non ci è cascata, ha cercato di trattenere il giovane e, nel frattempo, ha chiesto l’intervento dei carabinieri. Ma il giovane ha mangiato la foglia ed è scappato, è salito su una Fuat Punto di colore grigio ed è ripartito verso Biella a tutta velocità. V.Ca.

Si perdono quattro giovani scout

| Territorio MOSSO  - Paura per quattro scout di 11 e 12 anni che l’altro giorno si sono persi dopo essersi allontanati dal gruppo affrontando un sentiero in mezzo al bosco nonostante il divieto di lasciare l’accampamento da parte del capo-scout. Per fortuna tutto è finito bene: i ragazzi sono stati rintracciati dopo qualche ora dai carabinieri e riaffidati al loro gruppo. E’ successo in borgata Marchetto di Mosso. Nella zona è in corso un campeggio da parte di un gruppo scout. Disobbedendo all’ordine del  loro comandante e ai principi e ai valori definiti dal fondatore degli scout, Lord Robert Baden-Powell, i quattro ragazzini si sono allontanati lungo un sentiero. Pensavano forse di poter effettuare una passeggiata e poi tornare sui loro passi senza difficoltà. Invece non sono stati capaci di ritrovare la strada del ritorno. Purtroppo nessuno di loro aveva appresso un telefono cellulare. Il capo scout, disperato e preoccupato, dopo aver abbozzato una ricerca da solo, ha preferito informare dell’accaduto i carabinieri. Sono arrivati militari da Cossato e da Trivero oltre che dalla caserma del paese. Sono iniziate le ricerche lungo una serie di sentieri. I quattro ragazzi, vestiti con l’abbigliamento caratteristico degli scout, si sono per fortuna imbattuti in una delle squadre approntate dai militari. «Ci eravamo persi», hanno infine ammesso prima di essere riportati all’accampamento e riaffidati al loro caposquadra. V.Ca.

«Assunzioni in Seab? C’è la magistratura»

| Biella Città BIELLA - La denuncia che qualcosa negli anni non sia funzionata in Seab nell’ambito assunzioni è stata sollevata da due impiegati della società che si occupa di raccolta e smaltimento rifiuti in un esposto depositato in via Repubblica, in Procura. Di prove certe non ne sono state presentate, ma la discussione attorno alla società partecipata si sono subito alimentate.  Tanto che  il segretario del Partito Democratico, Paolo Furia, e il responsabile degli enti locali e delle partecipate, Claudio Marampo, hanno preso immediatamente posizione. «In relazione alla vicenda Seab, riguardante la questione di assunzioni con criteri soggettivi e non oggettivi, il Partito Democratico affida agli organi giudiziari la valutazione di eventuali aspetti che verranno ritenuti di rilevanza penale; parallelamente ritiene di affidare alle amministrazioni comunali, in quanto azionisti di Seab, la valutazione su come s'intende un servizio in termini di efficienza e di efficacia, nel rapporto con i cittadini in quanto utenti o potenziali dipendenti. Sotto l'aspetto politico riteniamo però ineludibile chiarire i fatti in questione, in modo da fugare ogni dubbio su come si deve gestire una società pubblica, affinché tutto sia ineluttabilmente coerente con i concetti di trasparenza e legittimità». «Essendo diritto della politica - aggiungono i due esponenti Pd - valutare se gli strumenti messi in campo rappresentano i requisiti in cui credere, riteniamo pertanto opportuno aprire già ora una fase di verifica sulla reale rispondenza dell’organo esecutivo di Seab». Insomma, la vicenda Seab fa discutere, soprattutto gli ambiti politici. Starà alla magistratura capire se ci sono stati illeciti.  Enzo Panelli

La Provincia di Biella mette in vendita i beni

| Territorio BIELLA - Come stabilito dal consiglio provinciale del 5 marzo scorso  è iniziato il piano delle alienazioni dei beni immobili della Provincia di Biella. Alla ex caserma dei vigili del fuoco di via Gersen, angolo via don Cabrio, tuttora in vendita, si aggiunge ora l’ex incubatoio ittico di Campiglia Cervo. L'edificio oggetto di stima è raggiungibile dalla strada provinciale attraverso un passaggio pedonale di circa 50 metri di lunghezza. Le facciate sono intonacate e i serramenti sono in legno di recente sostituzione. L'edificio è formato da due piani fuori terra con destinazione d'uso di incubatoio ittico al piano terra (metri quadrati 78 commerciali) e di uffici al primo piano (metri quadrati 89 commerciali).  La superficie cortilizia antistante il fabbricato è di 900 metri quadrati. Sul fianco nord dell'edificio è presente un fabbricato basso adibito a ricovero di animali di 44 metri quadrati commerciali. Sono inoltre presenti alcune gabbie per animali in rete metallica. Nel cortile chiuso da recinzione metallica, sono presenti alcune vasche in cemento utilizzate per l'allevamento dei pesci. Dal punto di vista urbanistico, il complesso immobiliare riveste le seguenti destinazioni: area destinata e vincolata a viabilità in progetto, area vincolata ad attrezzature di interesse collettivo,  area inserita in centro abitato, nuclei di antica formazione, fabbricato di civile abitazione con sottostante incubatoio ittico all'interno del centro abitato in nuclei di antica formazione. L'edificio è stato oggetto di ristrutturazione nell'anno 2003 e risulta pertanto a norma di legge sugli impianti elettrico, termico  e idricosanitario. La stima del valore dell’immobile è di 39.928,80 euro.  R.E.B

Carceri: Biella isola felice

| Cronaca BIELLA - Sono ancora molto affollate. Con poche donne ma tanti stranieri. E con costi di gestione e del personale fra i più alti d’Europa. È questa la fotografia delle carceri italiane scattata da Antigone, l’osservatorio che dalla fine degli Anni ’80 si occupa della condizione dei nostri penitenziari, nel suo undicesimo rapporto annuale.  Nel quale si sottolinea come la situazione continui ad essere ben oltre il livello di guardia malgrado la condanna della Corte europea dei diritti dell’uomo di due anni fa. Nonostante la parziale diminuzione della popolazione carceraria dal 2013 ad oggi (meno 8.554 unità), al 28 febbraio 2015 i detenuti presenti nelle 207 strutture sono infatti 53.982, ben 4.039 in più rispetto al numero di posti letto regolamentari stabilito dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap). Il tasso di sovraffollamento, dunque, si attesta al 108%. Ci sono cioè 108 detenuti ogni 100 posti disponibili. Il carcere di viale dei Tigli, in questo senso, potrebbe essere considerato come una sorta di isola felice. La situazione, al momento, appare vivibile. Due settimane fa, lo stesso sottosegretario Ferri, in visita prima al Palazzo di giustizia e poi alla casa circondariale di Biella, aveva fatto i complimenti per la gestione della struttura e dei vari servizi. A fronte dei 394 posti regolamentari, vi sono presenti circa 330 detenuti, con il massimo numero tollerabile che sfiora le 570 unità. L’organico della Polizia penitenziaria resta inferiore rispetto al previsto pur se di poche unità. Il personale è composto attualmente da circa 210 unità compresi i cinque nuovi agenti arrivati nei giorni scorsi con una quindicina di operatori impegnati fuori sede. La pianta organica dovrebbe essere di circa 220 unità totali. La vera carenza si presenta nei ruoli dei sovrintendenti e degli ispettori. Se a Biella la situazione appare più rosea rispetto ad altre realtà, «per stessa ammissione dell’amministrazione - scrive ancora Antigone nel suo rapporto - il dato sulla capienza non tiene conto di eventuali situazioni transitorie» come i reparti chiusi per lavori di manutenzione, che comportano «scostamenti temporanei» quantificati intorno alle 4.200 unità. Se lo facesse, spiega l’osservatorio, «il tasso di sovraffollamento salirebbe al 118 per cento». Valter Caneparo

Expo “fa lo sgambetto” a Teatrando

| Spettacoli “Teatrando” conquista i biellesi sì, ma la soddisfazione, per la compagnia, ha un retrogusto amaro: conquista, però ci riesce solo negli ultimi due weekend di repliche dello spettacolo itinerante organizzato come sempre al Brich di Zumaglia e quest’anno intitolato “Ma gli spaghetti declamano nel piatto di tutti?”.  Tante le persone, infatti, che sono partite dal piano, negli ultimi spettacoli conclusisi con l’ultimo di venerdì 31 luglio per poi seguire il filo proposto dalle scene che, nella fortunata e ormai consolidata formula del “vedere cammin facendo”, tanto affascina. Tra angoli e scorci del Brich, a salire fino al Castello.  “Expo” piace poco? Bambini e persino anziani, pronti a trovare gli attori sul loro sentiero hanno ripagato del rallentamento dovuto in certi casi alla pioggia, in altri a un approccio diverso e inaspettato rispetto al tema scelto per questa edizione.  Perché anche il titolo ha fatto la differenza. Come spiega il regista, Paolo Zanone, in modo franco: «Non ci sono più i numeri di qualche anno fa. Le persone che si presentano apposta per vederci, pronti a impegnarsi lungo il percorso, però, ci ripagano. Così come vedere che i numeri stavano crescendo, nelle ultime rappresentazioni: l’evento doveva maturare, evidentemente, ancora un po’».  «Quanto al titolo, ammetto non fosse molto immediato, con quel “declamano” non a tutti chiaro, e che il tema non è stato forse alla portata o al gusto di molti. Per i prossimi quattro anni, sto già pensando ad altri titoli e posso assicurare che saranno più immediati e attrattivi. Ma dico anche che no, non cambierei quello di questa edizione: al suo interno, ha il teatro, l’interrogativo sta per l’attualità e nel cibo c’è “Expo”». Tema difficile e percorso impegnativo: l’arte che sale e conduce alla vetta è una metafora che piace a Paolo Zanone. Complice una location in gestione che il regista vorrebbe veder valorizzata di più, anche fuori dal contesto dello spettacolo itinerante: «Il Brich ha tante potenzialità», spiega il regista. «Dobbiamo adesso investire fuori dal Biellese, penso al fare promozione almeno a Milano e a Torino. E purtroppo devo constatare che Biella è arrivata tardi alla sua occasione con Expo: non ho visto un turista che arrivasse da lì. In ogni caso, abbiamo avuto un riscontro dall’esterno, sul nostro spettacolo, che ci riempie di orgoglio: è l’apprezzamento di quella che è stata l’assistente, una parigina, del celebre mimo Marcel Marceau, in vacanza nel Biellese. Il Brich è aperto a tutti, è un parco pubblico e vorremmo vederlo vissuto e frequentato, tra letture, musica, giusto per godersi il panorama o anche per proporre idee».  Conclude Zanone: «La nostra compagnia è mediamente “grande”, aspettiamo tanti giovani. Ecco, se dovessi fare un appello, sarebbe questo: raggiungeteci, per un sogno sulla collina dell’arte». Giovanna Boglietti
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