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martedì, 17 gennaio 2017

Migranti, arrivi in calo rispetto al 2015

| Territorio BIELLA - La Prefettura di Biella traccia il bilancio del 2016 e, per il secondo anno consecutivo lo fa con un documento pubblico, rivolto ai cittadini, in cui si citano le varie attività, a partire da quelle relative al delicato tema dell’accoglienza e della presenza di stranieri nella nostra provincia. «A livello provinciale - si legge nel documento -, gli stranieri titolari di permessi di soggiorno, al 31 dicembre dello scorso anno, sono 7.210. Le nazioni maggiormente rappresentate sono Marocco, Albania, Filippine, Ucraina e Cina. Per quanto riguarda le provenienze, si registrano 110 nazionalità, con prevalenza di quella marocchina (29%). Un terzo circa degli stranieri risiede nel capoluogo. Con riferimento ai cittadini dell’Ue, si segnala la presenza di una cospicua comunità romena. Nel corso dell’anno sono stati emessi 31 decreti di allontanamento di cittadini comunitari e 114 decreti di espulsione di cittadini stranieri per un totale di 145 provvedimenti». «Gran parte dei provvedimenti di espulsione - si legge ancora - riguarda cittadini stranieri scarcerati dalla locale casa circondariale. Avverso i provvedimenti di espulsione sono stati presentati 16 ricorsi, mentre i ricorsi avverso i decreti di allontanamento di cittadini comunitari sono stati 2. Lo Sportello Unico per l’Immigrazione ha curato diversi procedimenti: 88 istanze di ricongiungimento familiare, con rilascio di altrettanti nulla osta; 183 istanze presentate in forma telematica per test di conoscenza di lingua italiana per il rilascio del permesso di soggiorno di lunga durata : istanze (degli stranieri convocati presso le sedi scolastiche individuate, in 121 hanno superato il test); 15 istanza per altri tipi di richiesteper l’ingresso in Italia (flussi, stagionali, conversioni, ecc.) di cui sei nulla osta rilasciati. Il consiglio territoriale per l’immigrazione, nel 2016, si è riunito quattro volte per esprimere il parere di competenza su progetti a valere sul fondo Fami nonché per la condivisione dei dati relativi al monitoraggio annuale sul fenomeno migratorio in provincia da inviare al Ministero dell’Interno». Il delicato tema viene trattato anche nel documento della Prefettura. Dove si legge: «A partire dal mese di marzo del 2014, il Ministero dell’Interno ha assegnato a questa provincia ben più di mille migranti, provenienti dagli sbarchi sulle coste italiane. Detti profughi sono assegnati sulla base di una ripartizione tra tutte le regioni, concordata in un apposito Protocollo nazionale per l’accoglienza e vengono suddivisi in ambito regionale secondo un piano di riparto condiviso a livello regionale dal Tavolo presieduto dal Prefetto di Torino. Nel corso del 2016, la presenza dei profughi è cresciuta in misura minore rispetto al 2015 quando si era registrato un incremento superiore al 300%. Si è, infatti, passati dalle 505 presenze del 1° gennaio 2016 alle 697 presenze del 31 dicembre 2016. Quasi tutti i migranti sono di sesso maschile e di giovane età; è comunque aumentato il numero dei minori stranieri non accompagnati. Sono presenti anche diversi nuclei familiari con uno o più figli, alcuni dei quali nati in Italia. Nei centri di accoglienza straordinaria e negli appartamenti ove l’accoglienza è praticata con modalità diffusa siti nei Comuni di Biella, Cossato, Candelo Cavaglià, Lessona, Magnano, Occhieppo Inferiore, Occhieppo Superiore, Pettinengo, Pollone, Portula, Quaregna, Ronco Biellese, Trivero, Valle Mosso, Verrone, Zimone e Zumaglia alla data del 31 dicembre erano presenti 629 richiedenti protezione internazionale». Nel 2015 erano stati 184 i profughi, tutti di nazionalità pakistana ad eccezione di alcuni afghani, che hanno raggiunto la nostra provincia in modo autonomo e che, presentandosi alla Questura per inoltrare la domanda di riconoscimento della protezione internazionale, si sono aggiunti a quelli assegnati dal Ministero dell’Interno con il meccanismo delle “quote”. «Nel corso del 2016 - proseguono dalla Prefettura - tutti hanno trovato accoglienza nei centri di accoglienza straordinaria gestiti sulla base di convenzioni stipulate. Nel 2016, soprattutto negli ultimi mesi dell’anno, gli arrivi autonomi sono stati 125, ma parecchi non hanno ancora trovato collocazione nei Cas». E.P.

Giro d'Italia, i programmi del comitato di tappa

| Sport BIELLA - Si è presentato ufficialmente giovedì 12 gennaio, in una conferenza stampa a palazzo Pella, ma è al lavoro già da qualche settimana il comitato di tappa della Castellania-Oropa, uno dei due appuntamenti biellesi del Giro d'Italia del centenario in programma sabato 20 maggio (il giorno dopo la corsa ripartirà da Valdengo).Presieduto dall'assessore allo sport Sergio Leone, è composto tra gli altri da tecnici, funzionari e assessori comunali, dai rappresentanti del Santuario di Oropa e della Provincia, dal presidente uscente della Federciclismo provinciale Alessio Seresini, dall'esperto di eco-mobilità Luca Zani, dal presidente Atl Luciano Rossi e dall'ex professionista del pedale Gianni Zola. «È una soddisfazione - sottolinea il presidente Luciano Rossi - vedere Biella e Oropa protagoniste dell’edizione del Centenario del Giro, a un anno dalla candidatura offerta, grazie alla passione di Gianni Zola e insieme alla città di Biella, a Rcs e in particolare a Stefano Allocchio, l'ex professionista oggi direttore di corsa».Ma il lavoro è appena cominciato: «L'obiettivo del sesto arrivo al Santuario del Giro d'Italia è di approfittare della vetrina internazionale per far entrare Oropa nell'immaginario degli appassionati - spiega l'assessore allo sport Sergio Leone - Vogliamo che diventi uno tra i luoghi leggendari del ciclismo anche se forse lo è già, considerando che la stessa organizzazione del Giro ha eletto il traguardo biellese come “montagna Pantani”, il traguardo dedicato alla memoria del campione che nel 1999 scelse proprio le strade di casa nostra per una delle imprese più incredibili della sua carriera. E vogliamo trasformare il Biellese in una meta pressoché obbligata per chi ama la bicicletta».Per riuscirci, attorno all'appuntamento del 20 maggio saranno organizzati appuntamenti e manifestazioni, riuniti proprio sotto il motto “Il Giro a Biella – Oropa montagna Pantani” che campeggerà sugli striscioni stradali che saranno in bella vista fin dai prossimi giorni sulle strade di accesso alla città. Il primo evento sarà alla fine di gennaio, quando torneranno in città come nel 2014 i campioni del passato, compresi quelli che hanno tagliato a braccia alzate il traguardo di Oropa (quello del 2017 è il sesto arrivo al Santuario), per una serata-evento al teatro Sociale Villani. In primavera è in programma la pubblicazione di una mappa tascabile degli itinerari su strada e per mountain bike della provincia a disposizione dei ciclo-turisti e di una guida storica che a itinerari ed eventi sportivi dell'anno sommerà la cronaca delle edizioni in cui il Giro d'Italia ha toccato Biella, dal 1963 al 2014. Gli stessi contenuti saranno clonati in un sito web.Ma sarà l'intera città a vestirsi di rosa, con striscioni lungo le strade e alle rotonde, iniziative particolari sportive e non (un primo incontro con le società ciclistiche e gli organizzatori di manifestazioni del territorio si è già svolto) e vestendo “alla francese” la salita di Oropa. Come accade sui colli più famosi del Tour de France, anche gli undici chilometri che salgono dalla città al Santuario saranno punteggiati di cartelli che indicheranno la distanza dalla vetta e le pendenze da affrontare, ma anche i punti in cui è accaduto qualcosa di memorabile, dalla caduta della catena che fermò Pantani prima della rimonta allo scatto di Ugrumov che mandò in crisi Miguel Indurain. I primi cinque chilometri prenderanno il nome dei cinque vincitori di tappa, il sesto sarà dedicato al trionfatore della Castellania-Oropa del 2017. Proprio con Castellania è in programma un gemellaggio che potrebbe portare anche a un appuntamento annuale in bicicletta che unisca la città natale di Fausto Coppi con quella di Giancarlo Astrua, oltre che “luogo mitico” di Marco Pantani.Il comitato ha già cominciato la ricerca di collaborazione per le iniziative: aziende private che diventino partner, associazioni ed enti che scendano in pista per organizzare iniziative collaterali, le già citate società sportive. L'obiettivo è di creare un calendario di eventi il più ricco possibile, soprattutto nelle tre settimane più vicine all'arrivo della tappa. Nella foto Marco Pantani, nella foto scelta dalla pagina Facebook del Giro d'Italia per commemorare il giorno della sua nascita avvenuta il 13 gennaio 1970

Il cocktail “Il Biellese” tra i semifinalisti al concorso della Campari Academy

| Generale Non è un mix di ingredienti miscelato a caso. E nemmeno un cocktail nel senso più popolare del termine. E’ una poesia di sapori e di aromi del Biellese miscelati e accostati con cura da un barman che ama la sua terra. Si è mosso alla ricerca di prodotti tipici e ha creato il suo “Americano del futuro” - come voleva il tema del concorso a cui sta partecipando - che ha battezzato “Il Biellese”.A Milano, il barman Francesco Pogni, 31 anni, titolare del celebre locale Walhalla che si affaccia nella confluenza tra via Repubblica e via Galileo Galilei a Biella, ha cercato di raggiungere il podio di barman dell’anno presentando ai giurati della Campari Academy di Milano la sua personale e innovativa versione dell’Americano, il cocktail-aperitivo (con tutti ingredienti italiani a dispetto del nome) che tanto successo ha riscosso nel mondo. Ieri, nelle semifinali del concorso, “Fra”, come i giovani di Biella sono abituati a chiamarlo, si è confrontato con altri venti barman, i migliori della penisola. E anche se non è stato scelto tra i tre finalisti decretati questa mattina (Adriano Rizzuto, Ettore Barbato, Alessandro Pitanti) si tratta comunque di un bel traguardo.La ricetta del cocktail “Il Biellese” creato con cura dal proprietario del Walhalla, ricercando prodotti di nicchia in ogni angolo del Biellese, sia da miscelare come ingredienti, sia da accostare come accompagnamento alimentare e di immagine della nostra provincia, ha ammaliato la giuria sbaragliando la concorrenza iniziale di ben 1400 ricette. «Già ero soddisfatto d’aver superato il primo scoglio e di essermi trovato tra i primi trecento - spiega Francesco Pogni con la simpatia e l’umiltà che lo contraddistinguono -. Ritrovarmi in semifinale con i migliori è per me quasi un sogno...».Soprende e affascina la professionalità con la quale, partendo dall’ingrediente base e cioé il Campari, il barman biellese è arrivato a dare vita alla sua creatura. Per la sua interpretazione dell’Americano, Pogni ha inserito nella prima strofa della poesia di sapori un passito di Caluso dell’azienda La Masera in sostituzione del vermut. Ha quindi aggiunto un pizzico di elisir di china della Giovanni Rapa di Andorno Micca e sciroppo alla cannella (della Monin) quanto basta. Si è quindi sbizzarrito con l’accompagnamento alimentare e d’immagine. “Il Biellese” viene servito in un bicchiere avvolto da un filo di lana rosso e accostato da un gomitolo sempre di lana della Zegna Baruffa. Sul tagliere (un tronchetto di faggio con intagliate l’immagine di un orso simbolo di Biella e del Valhalla), viene appoggiato uno spiedino di toma stagionata dei nostri alpeggi, un paio di biscotti di meliga di Massera e un cubetto di cioccolato amaro.«Partecipare a iniziative come questa - spiega il barman biellese - porta sempre nuovi stimoli. Si conoscono colleghi che arrivano da ogni parte d’Italia che hanno sempre qualcosa da insegnarti. E’ un’importante crescita professionale. Vorrei partecipare a molte altre competizioni come questa, ma purtroppo, col mio lavoro, non ho molto tempo a disposizione...».Sulla scelta degli ingredienti, Francesco Pogni precisa d’aver puntato tutto «sul territorio e sul ritorno alle origini in un momento in cui sta tornando di moda il vintage dei piccoli produttori e la riscoperta delle slow food per opporsi alla pratica diffusa del consumo frettoloso...».“Fra” ha puntato tutto sul particolare, sul ritorno alle origini, sul desiderio di far riscoprire con “Il Biellese” il territorio in cui vive, «con i suoi problemi e le sue contraddizioni - puntualizza -, ma con bellezze naturali fuori dal comune e luoghi magici da riscoprire...». Valter Caneparo

“Thindown”. E la piuma diventa stoffa

| Generale Ci pensava da molti anni, l’imprenditore biellese Paolo Bodo, inseguendo peraltro un sogno di generazioni di tessitori: quello di trasformare la piuma d’oca in un vero e proprio rivoluzionario tessuto. Lui, biellese (e quindi tenace) lavorando, sin dal 2008, in team con esperti ed ingegneri internazionali e partendo da un’intuizione del canadese Ron Reuben (massimo esperto di produzione ed esportazione di piuma d’oca) è riuscito a creare questa sorta di “pietra filosofale” del tessile e lo ha chiamato “Thindown” . Ieri, a Milano, al WfyLab by Wivian’s Factory di via Bernina 1, in concomitanza con “Milano Moda Uomo”, la più importante rassegna dell’universo maschile, ha avuto luogo la presentazione della prima collezione uomo autunno-inverno al 100% made in Italy  con il “cuore” proprio in “Thindown”. Una collezione sotto l’egida del marchio “Biella Collezioni” che Bodo, con una cordata di investitori italiani e esteri, ha rilevato nei mesi scorsi. «Una tecnologia e un tessuto così rivoluzionario - spiega, infatti, Paolo Bodo - non potevano non accompagnarsi alla tradizione rappresentata dal patrimonio valoriale del distretto tessile biellese». Bodo, per definire la tecnologia e il tessuto “Thindown” usa un aggettivo inglese: disruptive ossia dirompente. In effetti, “Thindown” è oggi il primo e unico tessuto al mondo realizzato in piuma d’oca 100% naturale. La produzione, rigorosamente made in Italy, di “Thindown” da parte di Nipi (la società  fondata appositamente da Bodo, Ceo e azionista di riferimento, la quale detiene i diritti del brevetto e della tecnologia) è iniziata, nel 2015, nel nuovo stabilimento di Chieti, in Abruzzo, dove è custodito Nipi R40: «Si tratta dell’innovativo macchinario  “gioiello” di altissima tecnologia - spiega Paolo Bodo - su cui abbiamo investito oltre tre milioni di euro e che è dedicato alla realizzazione di questa stoffa rivoluzionaria, che trasforma le piume d’oca in tessuto fermo». Il kick off produttivo, nel 2015, ha visto la sigla di un accordo con Molina & C., azienda operativa da oltre cento anni  nella lavorazione della piuma d’oca. La produzione 2016 ha superato i 300 mila metri preventivati grazie ad accordi firmati con big del calibro di Brioni, Peuterey, Aspesi, Luciano Barbera e Bogner, mentre il 2017 si prepara a essere ancora più brillante.Del resto, Paolo Bodo è un esperto capitano di lungo corso del tessile. Co-fondatore della linea Fila White e ideatore di Fila Sport (1970-’75), Paolo Bodo è stato il primo a introdurre marchi fashion nello sport. Imprenditore e consulente di importanti gruppi internazionali del mondo della moda (tra cui Valentino, Versace, Ungaro e Cerruti 1881), Bodo ha fondato e gestito le controllate asiatiche del Gruppo Sixty, fino alla cessione di quest’ultimo a un primario gruppo cinese. «L’industria del tessile e della moda - spiega Bodo -  si trova oggi davanti a sfide epocali che spingono a mettere insieme innovazione, sostenibilità e tradizione. Per questo, “Thindown”, con i suoi connotati di tessuto naturale, ecologico, sterilizzato e biodegradabile, non poteva prescindere, nella prospettiva delle collezioni di capi di abbigliamento, da un legame con Biella, distretto tessile storico sinonimo di assoluta eccellenza».  Qualche mese fa,  quindi, Bodo, in  cordata con alcuni investitori italiani e esteri, ha rilevato il marchio “Biella Collezioni” che, dal 1990, ha sempre saputo interpretare lo stile, la classe, la qualità, il valore come carattere fondamentale di un’eleganza sobria. «È con questo marchio che oggi facciamo debuttare la nostra prima collezione uomo che ha “Thindown” come cuore e vede l’abbinamento di questo rivoluzionario prodotto con i pregiati tessuti biellesi dei migliori e più blasonati lanifici del distretto». Sugli aspetti tecnici della collezione uomo  che verrà presentata oggi a Milano, al WfyLab by Wivian’s Factory,  Paolo Bodo, giustamente, non vuole fornire anticipazioni. La curiosità, pertanto, è molta. «Posso solo dire - conclude Paolo Bodo - che si tratterà di una collezione 100% made in Italy dove la sartorialità italiana, la tradizione biellese e l’innovazione si fonderanno in una collezione complice silenziosa di un sogno realizzato». Giovanni Orso 

Giovani studenti a lezioni di... educazione stradale

| Biella Città Il progetto “In strada … educando”, elaborato dai Comuni di Candelo, Sandigliano, Benna e Villanova, appartenenti all’Istituto Comprensivo “Cesare Pavese” di Candelo-Sandigliano, in collaborazione con la Provincia di Biella, giunge al terzo anno di attività, coinvolgendo di più di 1000 alunni e interagendo con altri progetti di educazione stradale ed educazione alla legalità già operativi sul territorio (TiMuovi – progetto legalità, etc.).  Anche quest’anno, sono previste attività di formazione alla mobilità sicura e sostenibile dirette agli allievi della scuola materna, primaria e secondaria di primo grado, con incontri didattici in aula e attività pratiche sul territorio.  Le attività in classe, iniziate a novembre, con la realizzazione dei primi incontri effettuati dalla Polizia Locale dei comuni di Candelo Benna e Sandigliano, in collaborazione con la locale Stazione dei Carabinieri, sono state sospese durante la pausa natalizia, e si concluderanno con gli alunni della scuola secondaria il prossimo febbraio, mentre per la prossima primavera saranno pianificate le uscite a piedi delle classi quarte, alla scoperta della propria città, per mettere in pratica quanto appreso in aula. L’attività culminerà nella giornata della sicurezza stradale, appuntamento ormai atteso da tutti gli alunni delle classi quinte della scuola primaria. L’evento, giunto alla settima edizione, vede la partecipazione di circa 200 allievi, provenienti da nove comuni, ad un momento finale di aggregazione e riflessione con le forze dell’ordine, la protezione civile, l’Arma dei Carabinieri, 118, vigili del fuoco, etc..., con prove teoriche e pratiche per pedoni e ciclisti. Al termine delle attività tutti i ragazzi riceveranno la patente di “buon utente della strada”, personalizzata con i propri dati e la fotografia, accompagnata da gadget ed accessori inerenti la sicurezza stradale, nonché oggettistica offerta dagli sponsor aderenti al progetto.

L’Asl Bi premia il merito dei giovani medici con stage formativi

| Biella Città Nel corso del 2017 i medici in servizio da meno di cinque anni, se lo vorranno, potranno presentare un progetto formativo individuale annuale con l'obiettivo di puntare alla crescita professionale. Un progetto che tenga conto degli obiettivi e delle strategie dell'azienda che verrà condiviso con il direttore della struttura di riferimento, e per il quale è stato fissato e concordato lo scorso giugno in sede di contrattazione sindacale un incentivo economico. Ma non è tutto. La Direzione aziendale ha offerto una ulteriore prospettiva; perché gli autori dei progetti ritenuti più meritevoli verranno premiati e avranno l'opportunità di svolgere uno stage presso un'altra realtà ospedaliera o centro di ricerca - in Italia o all'estero - in relazione alle attività o al campo di specialità in cui operano. Sarà l'azienda a coprire tutti i costi dello stage. "La parola chiave è "valore". Vogliamo dare valore - ha detto il direttore generale Gianni Bonelli - al merito e alla competenza. In un momento storico come quello attuale siamo, infatti, convinti che scegliere di investire sui nostri professionisti sia il modo migliore per ottimizzare al meglio le risorse a disposizione. È un investimento sulla cultura che - siamo certi - avrà risvolti importanti nel consolidare quello scambio di saperi che, attraverso i nostri professionisti, verranno poi importati a Biella".

“I comuni fissino gli orari per le sale giochi”

| Biella Città L’entrata in vigore della nuova legge regionale emanata per contrastare gli aspetti patologici legati al gioco, in particolare a quello delle videolottery, e cioè di quelle apparecchiature che comportano la possibilità di giocare somme più consistenti e di percepire vincite in danaro, ha posto a carico dei comuni l’onere di fissare gli orari di esercizio e di svolgimento di questo intrattenimento che continua a mantenere consistenti riflessi in materia di pubblica sicurezza. “Si è verificato – spiega il portavoce del Questore di Biella  - che non tutte le amministrazioni comunali della provincia hanno dato seguito a quanto disposto dalla Legge regionale n° 9 del maggio del 2016, con la conseguenza di creare un disallineamento nel trattamento della disciplina sul territorio e la creazione di indubbi vantaggi per quegli esercizi che hanno sede in comuni dove non è stato regolato l’esercizio dell’attività delle sale giochi, con ciò creando situazioni potenzialmente rilevanti per la sicurezza pubblica. Per questo motivo, il Questore di Biella ha inviato una nota ai Municipi per invitare gli stessi a procedere al più presto, se ancora non avessero provveduto, a disporre secondo quanto previsto ed emanare il regolamento con cui vengono fissati gli orari entro cui possa essere svolta l’attività delle sale giochi”.

Basilica di San Sebastiano, a caccia di 3,5 milioni per il restauro

| Biella Città BIELLA - Vale 3,5 milioni di euro il restauro di tetto e affreschi della basilica di San Sebastiano. La cifra è in calce al progetto di fattibilità approvato nelle scorse settimane dalla giunta, una delibera indispensabile dal punto di vista tecnico per andare a caccia di finanziamenti. «Con questo progetto, peraltro necessario per legge perché il costo preventivato dei lavori è superiore a un milione, torniamo in gioco per l’Art Bonus» spiega l’assessore ai lavori pubblici Sergio Leone. Si tratta della possibilità offerta da tre anni a questa parte dalla legge di fare donazioni a favore della tutela e della valorizzazione dei beni culturali, in cambio di una detrazione fiscale: «Il credito d’imposta» aggiunge Leone “ammonta al 65% della donazione, viene restituito in tre anni ed è stato reso permanente dalla legge di stabilità del 2016».Ogni progetto candidato all’Art Bonus ottiene anche uno spazio sul sito web ministeriale (artbonus.gov.it) in cui è possibile seguire passo passol’andamento della raccolta fondi. Per esempio la Biblioteca di Biella, già inserita nel progetto, ha ottenuto finora 10.100 euro, anche se solo 100 da donazioni private e 10mila da uno stanziamento della Compagnia di San Paolo. Proprio la partecipazione a uno dei bandi della Compagnia di San Paolo, che mette a disposizione periodicamente risorse per la tutela del patrimonio storico e artistico piemontese, è un altro degli obiettivi dell’amministrazione per procurarsi le risorse necessarie all’intervento.Quello principale, in base al preventivo, riguarderebbe il rifacimento del tetto, fonte delle infiltrazioni che minano gli affreschi delle volte, e il restauro degli affreschi stessi. Il progetto di fattibilità prevede anche la revisione dell’illuminazione, da sostituire con lampade a Led, e dell’impianto audio.E.P. 
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