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giovedì, 30 marzo 2017

Liste d’attesa, il piano per abbatterle

| Biella Città Prende il via il piano per la riduzione delle liste d’attesa nella specialistica ambulatoriale. Un tema assai sentito da tutti i cittadini. Lunedì mattina la giunta regionale ha approvato la delibera presentata dall’assessore alla sanità Antonio Saitta, con cui si fissano gli interventi che saranno intrapresi da Regione e aziende sanitarie: revisione delle agende di prenotazione attraverso l’istituzione di un doppio binario, incremento dell’attività per superare le situazioni critiche, assunzione di personale per aumentare il volume delle prestazioni. Entro 60 giorni le aziende sanitarie, raggruppate nelle aree omogenee di riferimento, dovranno presentare un proprio crono-programma di azione. «Oggi rispettiamo l’impegno che ci eravamo presi a febbraio illustrando per la prima volta la bozza della delibera - sottolinea l’assessore Saitta -. Il documento approvato è il frutto del confronto e delle proposte presentate dagli ordini professionali, dai sindacati, dalle associazioni di categoria e dalle associazioni per i diritti dei malati. Vengono precisati con chiarezza i tempi e le modalità delle risorse che saranno impiegate: la Regione metterà a disposizione delle singole Asl, oltre al 5% del compenso dell’attività di intramoenia, fondi supplementari per finanziare i piani, a partire dalle situazioni più critiche. In sostanza il percorso è ormai avviato, possiamo dire che entro giugno il piano sarà attivo a tutti gli effetti». Con il doppio binario nelle agende di prenotazione, inserito dalla delibera, si istituisce così un canale riservato unicamente alle prestazioni di “primo accesso”, che riguardano un nuovo paziente o una nuova patologia. Il secondo sarà destinato invece ai pazienti con patologie croniche e alle prestazioni che non hanno particolare urgenza. Per la prima volta tutte le agende verranno condivise e comprenderanno gli specialisti, il pubblico, il convenzionato e l’attività intramoenia, un intervento che si affiancherà alla partenza del nuovo Cup unico regionale prevista per i prossimi mesi. Inoltre, per far fronte alle emergenze e alle realtà che presentano liste d’attesa più lunghe, le aziende sanitarie potranno incrementare l’attività e assumere personale. La responsabilità dell’attuazione degli interventi e del rispetto dei tempi di attesa sarà in capo ai direttori sanitari delle aziende. I piani verranno elaborati per macro-aree omogenee, corrispondenti ai rispettivi bacini geografici: per quanto ci riguarda Piemonte Nord Est (Asl Novara, Asl Vco, Asl Vercelli, Asl Biella, Ospedale di Novara). A monitorare l’applicazione dei piani ci saranno un Gruppo di coordinamento costituito presso la direzione Sanità e un Tavolo, che verrà istituito entro 30 giorni, con tutti i soggetti coinvolti, dai rappresentanti delle categorie alle associazioni dei cittadini. La situazione all’Asl Bi.  Le utlime rilevazioni sui tempi di attesa pubblicate dall’Asl di Biella si riferiscono al gennaio di quest’anno. Per quanto concerne le criticità da segnalare i 322 giorni per una visita generale in allergologia, i 168 giorni per una visita generale in odontostomatologia, i 45 giorni per una visita generale in cardiologia, i 63 giorni per una ecografia dell’addome, i 64 per una mammografia laterale della mammella, gli 85 giorni per l’inizio del trattamento riabilitativo per disabili, i 45 giorni per un elettrocardiogramma, i 59 giorni per una visita generale in ortopedia e traumatologia. Per molte specialità sempre state critiche a livello di liste di attesa, come ad esempio oculistica, non vengono invece forniti i tempi.  Enzo Panelli

Ladri scatenati anche in macelleria

| Cronaca Oltre alle solite abitazioni, stavolta i ladri hanno preso di mira due attività commerciali creando un danno non da poco. Sono persino entrati in una macelleria dove, oltre ai soldi, hanno rubato anche un’impastatrice e un’affettatrice professionali di notevole valore.I ladri hanno scelto bene. Sono entrati, dopo aver forzato una porta sul retro, nel negozio “I sapori della carne” che si affaccia lungo via Gramsci a Pralungo, che svolge anche attività di salumeria e polleria, nata dalla passione di una giovane coppia, Roberto e Roberta Bonino, sempre alla ricerca dei sapori antichi e dei prodotti del territorio. Il negozio occupa gli storici locali che hanno ospitato generazioni di maestri macellai e salumieri.Per entrare, i ladri hanno forzato la porta sul retro. Non hanno rivolto la loro attenzione solo alla cassa dove hanno trovato circa 100 euro in contanti, per lo più in monete, si sono messi a smontare la pesante impastatrice professionale e subito dopo anche l’affettatrice. Il furto - stando ai carabinieri che stanno ora indagando - dev’essere avvenuto intorno alle 6 del mattino di martedì. Per fortuna i titolari della macelleria sono assicurati.Il secondo esercizio commerciale finito nel mirino dei ladri l’altra notte, è il bar trattoria da Zia Francy che si affaccia lungo la strada Trossi a Verrone, un altro luogo dove le tradizioni vengono rispettate in un ambiente accogliente. Il ristorante offre la migliore cucina tradizionale piemontese. In questo caso c’è chi ha visto i ladri in azione dal condominio, si è affacciato è ha notato delle figure scure, torcia in pugno, che si avvicinavano al locale. «Avevano la carnagione scura, forse erano stranieri», ha spiegato sicuro il testimone ai poliziotti. Prima di entrare per verificare se avessero o meno commesso un furto, i carabinieri hanno preferito rintracciare la proprietaria del bar trattoria che abita a Pollone. Si è così scoperto che i ladri avevano avuto comunque il tempo di forzare un cambiamonete e una delle slot presenti nella saletta, rubando i soldi trovati all’interno. V.Ca.

Lite fra automobilisti. E uno estrae la pistola...

| Cronaca Ha puntato una pistola in faccia a una coppia di coniugi biellesi durante una banale lite in tangenziale per una mancata precedenza. Ha quindi minacciato di sparare. Marito e moglie si sono spaventati non poco. L’uomo è poi riuscito a trovare la forza di ingranare la mancia e di allontanarsi rispetto all’auto di quel giovane che li aveva minacciati. I due hanno poi chiesto aiuto a una pattuglia della Polizia stradale che aveva fermato un Tir poco più avanti. «Un uomo ci ha puntato la pistola addosso dal finestrino dell’auto. Siamo scappati terrorizzati...», hanno continuato a ripetere ai poliziotti che non hanno perso tempo e sono riusciti a individuare il giovane e a fermarlo.Già noto. Nei guai è finito un ventenne di San Donato Milanese, S.F., già noto alle forze dell’ordine. E’ stato denunciato per minacce aggravate e porto abusivo di armi. Gli agenti della Polstrada hanno anche trovato e sequestrato l’arma, una riproduzione fedele di una pistola vera, così perfetta nei particolari da sembrare in effetti un’arma vera e in più senza tappo rosso come prescrive la legge. V.Ca.

Migranti nell’ex Coggiola e a Magnano

| Territorio BIELLA - Si sono concluse ieri le operazioni di verifica delle offerte presentate in merito al bando per l’accoglienza in Provincia di Biella, per un totale di 875 posti destinati a chi chiede protezione internazionale. L’apposita commissione prefettizia ha individuato come ufficiali 985 posti, suddividendoli tra i vari operatori che hanno presentato le offerte. La cooperativa che si è aggiudicata il migliore punteggio è la Versoprobo di Vercelli che potrà accogliere nelle proprie strutture 195 migranti. A seguire ci sono Anteo, con 60 posti autorizzati, Filo da Tessere, Tanti Intenti e Maria Cecilia con 208 posti (di cui 30 nei Comuni che usufruiscono della clausola di salvaguardia, ossia che ospitano già dei centri Sprar), PaceFuturo con 130 posti, Animazione Valdocco-Pas con 34 posti, Nuova Vita-Il Punto con 96 posti, La Nuvola Onlus con 250 posti (di cui 54 nei Comuni che usufruiscono della clausola di salvaguardia) e infine I colori del sorriso con 12 posti. Dunque sono proprio la Nuvola e I Colori del Sorriso che, essendo i posti individuati in eccedenza rispetto agli 875 del bando, dovranno rinunciare a qualche struttura. La base d’asta individuata era di 35 euro al giorno per ciascun migrante. Bassissimi i ribassi presentati. La cooperativa Versoprobo ha offerto 34 euro (maggior ribasso col 2,86%), mentre PaceFuturo ha “scontato” un centesimo, proponendo una cifra pari a 34,99 euro pro capite. Quanto costa l’accoglienza?  Facendo un rapido calcolo paramentrando le offerte economiche con i posti assegnati, ogni mese si andranno a spendere poco più di 906mila euro il che, moltiplicato per i nove mesi del periodo del bando (1° aprile-31 dicembre) fa circa 8,1 milioni di euro. Spulciando tra i verbali di gara si scoprono alcune cose. Ad esempio all’ex hotel Coggiola di via Cottolengo sono stati autorizzati 70 posti (contro gli 80 proposti dalla cooperativa Versoprobo). Sparisce dall’elenco delle strutture Villa Ottino di Occhieppo (vedi servizio a pagina 24), mentre viene autorizzata quella di Magnano, nonostante la presenza di un progetto Sprar e le diverse polemiche che si sono sviluppate in loco per l’alto numero di richiedenti protezione internazionale. «La Lega - dice il segretario provinciale Michele Mosca - si mette a disposizione dei cittadini di Magnano per aiutarli a trovare soluzioni che non vadano ad intaccare la tranquillità del paese. I ribassi proposti, bassissimi, non fanno altro che confermare quello che diciamo da tempo: l’accoglienza è un vero e proprio business».  Enzo Panelli

A Sandigliano la Fera d'la Caplina

| Territorio SANDIGLIANO - Avrà inizio venerdì 31 marzo la XXIII Fera d'la Caplina. La manifestazione agrozootecnica si aprirà con la cena rustica allietata dal gruppo vocale Le Nostre Valli (cena + coro euro 23 - solo coro euro 5 con ingresso dalle ore 22, gradita la prenotazione); sabato alle 21 serata danzante in compagnia di Beppe Venza (ingresso euro 5); domenica alle  9 è previsto l'arrivo degli allevatori e del bestiame, alle ore 10 concerto della Banda Musicale Giuseppe Verdi, alle 11.40 canti e danze dei bambini delle scuole, alle 12 benedizione e premiazione allevatori, a seguire pranzo tipico con polenta concia, e tante altre specialità, dalle 14 pomeriggio musicale folcloristico, dalle 15 area bimbi con il tradizionale battesimo della sella sul pony. Per informazioni e prenotazioni telefono 338 5921223.

Il soldato che ha incantato Pino Scaccia

| Generale La storia di un umile uomo silenziosamente eroico. Un viaggio, lungo cinque anni, di sofferenza e resilienza. “Soldato Salza Renato, l’eroismo e l’umiltà” scritto da Anna Raviglione, professoressa di lettere e storia all’Istituto superiore “E. Bona” di Biella, e pubblicato, nel mese di febbraio, per “Tra le righe dei libri” è un racconto capace di fare memoria nel senso più nobile del termine. Capacità riconosciuta e celebrata anche da Pino Scaccia, celebre ex inviato di Rai 1, che ha impreziosito il libro con la sua prefazione e sarà a Biella, il 10 aprile alla libreria Giovannacci, per presentarlo. Partito con la divisione “Sforzesca” il 20 gennaio 1941 per il fronte greco-albanese, Renato Salza, originario di Occhieppo Superiore, passa 42 giorni di linea, per poi essere richiamato a riposo e spostato nelle retrovie il 9 aprile. A luglio dello stesso anno l’unità rientra a Biella. Passano poco meno di dodici mesi e Salza parte con il suo reggimento per la campagna di Russia, inquadrato nell’Armir. A Natale viene catturato e internato nel campo di concentramento 54/4 di Kamenka dal quale rientrerà nel 1946. A salvarlo, le sue grandi capacità da decoratore, grazie alle quali il comandante del campo prima gli affida il compito di dipingere le stelle a cinque punte con la falce e il martello sulle stufe, poi lo mette a capo di una brigata addetta ai lavori di manutenzione. Il titolo racchiude due tratti cardine della personalità di Salza. «Quello di Renino è stato eroismo autentico, mai dichiarato ed enfatizzato - spiega Raviglione - Non amava le commemorazioni. Mi diceva sempre: chi ha vissuto la guerra sulla sua pelle non ama queste cose». Un eroe, animo umile. «Umile non nel senso di povero, ma nel significato di animo nobile, che solo i più grandi hanno». L’incontro tra l’autrice e Salza è una storia nella storia. Dall’età di 3 anni e mezzo, l’ex soldato diventa il punto di riferimento, assieme a papà Valter e nonna Angiolina, di quella “piccinina” a cui tanto Renato si era affezionato. «Mia mamma, presagendo la sua morte, mi raccomandò a Rena e a sua moglie Angiola che mi accudirono come una seconda famiglia. Come tanti che hanno vissuto quelle esperienze lui era reticente a parlare del suo passato. Io però spesso insistevo, con la curiosità che muove i bambini e talvolta riuscivo a farmi raccontare qualcosa». La svolta, arriva nei primi anni 2000. Raviglione comincia la sua prima supplenza ai Geometri e chiede a Renato di poterlo intervistare per avere una testimonianza del suo vissuto. Salza accetta e da quel racconto nasce la principale fonte di documentazione del libro. La “storia nella storia” influenza anche la scelta stilistica dell’autrice. «Il libro presenta due stili diversi - continua Raviglione - si alternano quadri di vita famigliare in cui io, bambina, mi rivolgo a lui, chiedendogli di raccontarmi quella che chiamavo “favola vera”, a capitoli in cui spicca il racconto più storico. Queste parti del libro sono gremite da episodi quasi ai limiti della credibilità. Il quadro è forte, fatto di privazioni e sofferenze, ma le risposte di Renato sono sempre semplici: lui non amava l’enfasi retorica, relativizza il tutto quasi come fosse normale». Un libro scritto «per rendere omaggio a lui, a quel suo sorriso sempre stampato sulle labbra da cui non traspariva tutto il male che aveva visto, ma anche a tutti quei giovani che non ebbero la fortuna di ritornare». Il merito dell’autrice, scrive nella prefazione Pino Scaccia, “è di essere riuscita ad entrare nella sua anima, facendogli dire le cose che non avrebbe mai voluto dire. Un grande omaggio alla memoria, l’unico filo capace di unire le generazioni”. Luca Rondi

Madre Luisa: da Lourdes ai voti, la laurea e Dio

| Generale Sabato 1° aprile nella chiesa di San Paolo a Biella alle ore 21,15 ci sarà un incontro dal titolo “Che peccato!” con madre Luisa che torna dalla sua missione a Roma dove lavora anche come ingegnere (al secolo Luisa Liburno, 35 anni, del Favaro di là), animato dal coro Jubilate e con le voci narranti di Martina Pillepich e Matteo Pelle. Al pianoforte Andrea Cracco, al violino Luca Carlomagno e al violoncello Andrea Platinetti. Nella danza Agnese Mazzia, Arianna Ramella Benna e Vanessa Cibolla. Dirige il coro Mauro Mazzia. Di seguito la testimonianza di Madre Luisa. Vorrei prendere in prestito e adattare a me alcune delle parole che scrisse Andrè Frossard per raccontare la sua conversione, consapevole di forzare il copyright, ma certa che a lui non dispiacerà. E’ stato un momento di stupore che dura ancora: non mi sono mai abituata all’esistenza di Dio. Il 2 settembre 2001 parto scettica, indifferente e occupata in ben altre cose, per il pellegrinaggio a Lourdes. Ritorno a Biella qualche giorno dopo “cattolica, apostolica, romana”, trascinata, sollevata, ripresa, risucchiata dall’onda di una gioia inestinguibile. I sentimenti, i paesaggi interiori, le elucubrazioni mentali nelle quali mi ero comodamente adagiata non esistevano più; le stesse abitudini erano scomparse, e mutati i gusti. Sì, mutati i gusti: all’improvviso mi interessavano la Grazia santificante, la remissione dei peccati e la Vita Eterna. Tutto d’un tratto mi pareva che il resto poteva anche essere bello, buono, vero ma sempre pallido e tiepido rispetto a quanto mi suggeriva, cantando di gioia, la mia fede nuova di zecca: Dio esiste. Mi diceva: “Quello di cui ti ha parlato la mamma, l’Enrica, la Suor Zaveria, il Don Leo, esiste davvero. E’ tutto vero. Dio è vero; la Madonna è vera; Gesù è esistito, è Risorto, è Vivente; il Padre è buono; lo Spirito Santo agisce.” Eccetera. Per ognuna di queste buone notizie, vecchie duemila anni, sentite mille volte e per me nuove in quell’istante, il mio cuore ha iniziato a bruciare. Fino a quel momento, ero ‘serenamente praticante, non molto credente’: sì, perché se erano sufficienti la Messa alla Domenica e un’Ave Maria prima di un esame per mettermi in pari con un’eventuale divinità da ammansire, mi pareva che valesse la pena di spendere quel poco tempo e quella piccola fatica. Poi lo shock. E’ tutto vero. Dio è vero. E’ cambiato tutto in un istante, tanto da poter nettamente distinguere il tempo della mia vita in due fasi: AL e DL. Avanti Lourdes e Dopo Lourdes. Un’accidentale e brutale conversione dal ‘cattolicesimo della Domenica’ alla ardente prigionia (previo mio consenso) nell’Amore di Gesù. La vocazione fu tutt’uno con la conversione, complice forse l’impetuosità dei miei diciannove anni di allora: se è tutto vero, se Dio è vero, io voglio fare la suora. Un buon sacerdote, a cui avevo consegnato qualche falispa del mio cuore appena incendiato, mi disse che dovevo comunque finire l’università, perché sarebbe stato un tempo utile di discernimento. Sì, anche utile per il martirio, aggiungevo io. Avevo appena concluso il primo anno di Ingegneria Civile al Politecnico di Torino e mi sembravano un supplizio crudele quei quattro anni che mancavano ad una laurea che non mi sarebbe servita a niente, volendo io ostinatamente fare la suora. Negli anni successivi e fino ad oggi, è successo di tutto, ma sintetizzerei così: Torino, esami, Messe, innamoramenti, Confessioni, amici, risate, fatiche, salite, cadute, partenze, Roma, rinunce, gioie, ostinazioni, silenzi, lavoro, sorprese, attese, ... potrei continuare. Sinonimo di ogni parola elencata è ‘occasione, occasione, occasione’. Ogni passo, ogni respiro, ogni battito del cuore, sia esso in lacrime o in giubilo, è un’occasione. Occasione di ricondurre tutto a Gesù: ogni pezzo di legna, buona o marcia che sia, che mi trovo fra i piedi nel cammino della vita può essere lasciato a terra per inciamparvi o può essere raccolto e gettato nel Fuoco perché diventi fiamma, perché diventi luce e calore, e quindi vita. Così adesso sono una Flamma Cordis: sorpresa e divertita dalle vicende di questi miei relativamente pochi anni (35). La laurea, alla fine, la sto usando: faccio l’ingegnere civile in una piccola società di progettazione di cui sono socia e vado ogni giorno a lavorare col mio abito da suora. Già questo fa ridere. Ma fa più ridere il nome della la società: Studio La Monaca (non è colpa mia, è il cognome del capo). Vivo a Roma, in pieno centro, e anche questo fa ridere per una che viene dal Favaro, ma neanche dal centro del Favaro, dal Favaro di là. Precisamente dalle ultime case del Favaro di là, prima del torrente: periferia (bellissima) del Favaro di là. Fa ridere anche il fatto che me ne vado in giro fra i cantieri e gli uffici di Roma in scooter vestita da suora e che i turisti giapponesi mi chiedono se possono farmi una foto, come fanno ai finti gladiatori al Colosseo. Con la differenza che loro vogliono 5 euro a fotografia e io no e che per di più io non sono finta. A proposito di soldi, c’è una cosa che disorienta totalmente i colleghi e i conoscenti e che sradica il pregiudizio per cui chi si consacra a Dio non ha più il problema di vitto e alloggio. E’ il fatto che noi Flammae Cordis provvediamo all’affitto dell’appartamento in cui viviamo insieme familiarmente e a tutte le spese ordinarie e straordinarie legate ad esso e che sosteniamo con quello che avanza le attività di Carità che portiamo avanti (Oratorio, pranzi per i senzatetto, visite ai malati in stato vegetativo, etc.) nel tempo che resta dal lavoro. Il lavoro infatti occupa gran parte delle nostra settimana e non è per noi solo il modo per mantenerci, ma anche per mostrare la nostra evidente appartenenza a Gesù e, soprattutto, per offrire a Lui la nostra fatica quotidiana nel luogo in cui le circostanze (la Provvidenza?) ci hanno messo ad operare. Ho lasciato volutamente alla fine l’aspetto più importante della vita di una suora. Se noi siamo legna, non solo la legna bella dei nostri boschi biellesi, ma anche rametti e sterpaglie e rovi, e non attingiamo il Fuoco nel Cuore ardente di Gesù, finiremo per portare al mondo le nostre spine, le nostre schegge e poco di più. Origine, via e meta della mia vita consacrata è il rapporto quotidiano e prolungato con Gesù, nei sacramenti, nella liturgia delle ore e nell’adorazione eucaristica. E’ un baratto originale: io Gli porto i cinque pani e due pesci, sempre insufficienti per sfamare la moltitudine delle necessità mie e di chi mi sta intorno, Lui li benedice e me li restituisce moltiplicati, tanto da farne avanzare una dozzina di ceste piene. Il più delle volte, i cinque pani della mia quotidianità non sono pagnotte fresche e croccanti e i due pesci non sono spigole da 3 kg ciascuna... molto spesso sono panini rinsecchiti e acciughe sotto sale, ma Gesù li moltiplica ancor più mirabilmente. Io Gli porto le mie preoccupazioni di lavoro, le incomprensioni con le consorelle, la nostalgia di Biella e Lui mi restituisce la vita fragrante e abbondante che il mio cuore desidera. A tutti e da sempre parlo del legame che mi unisce a Biella, perché lì ci sono il mio cuore e le mie radici. Ho consegnato mille volte a Gesù nella preghiera il mio amore e la nostalgia per la nostra terra. Ora mi ritorna tutto restituito e moltiplicato, nella possibilità che ho di venire fra poco a Biella cioè a casa fra la mia gente, per parlare di Lui. Madre Luisa Liburno

In Valle Elvo i libri viaggiano su tre ruote

| Territorio OCCHIEPPO INFERIORE - Raggiungerà capillarmente tutte le scuole e sarà presente a feste, manifestazioni, sagre della Valle Elvo: è l’Ape Book, presentato domenica alla Mostra del libro di Occhieppo Inferiore. Protagonista è per l’appunto un furgoncino Ape - il popolarissimo tre ruote Piaggio - di proprietà comunale, abitualmente usato dai cantonieri, che avrà una doppia identità: potrà infatti all’occorrenza trasformarsi in una piccola biblioteca ambulante, utilizzabile anche come teatrino. Bambine e bambini della Valle Elvo potranno così avere a portata di mano le novità editoriali a loro rivolte, spettacoli di marionette e altre attività culturali. L’idea - nata dall’amministrazione comunale di Occhieppo Inferiore e progettata assieme all’Agenzia Giovani Elf e alla Cooperativa Vedo Giovane - è stata resa possibile da un finanziamento della Compagnia di San Paolo: «Si tratta - racconta la sindaca, Monica Mosca - di un progetto a più voci di tutta la Valle Elvo, che potrà integrarsi con le realtà attive sul territorio: da domani (lunedì per chi legge, ndr), infatti, lavoreremo insieme a comuni, biblioteche, organizzatori di eventi per dare concretezza all’iniziativa. «Oltre all’allestimento dell’Ape Book, il finanziamento ha consentito anche di potenziare il settore digitale, con l’acquisto di lettori di e-book e di nuovi titoli dedicati ai ragazzi più grandi. La nostra biblioteca è una realtà molto viva (contiamo oltre 4.000 prestiti l’anno) ma ha poco spazio: in questo modo, possiamo allargare la platea dei nostri utenti. «Il nostro comune ha una lunga storia di impegno per avvicinare i giovani alla lettura, e questa diciannovesima edizione della Mostra del Libro per bambini e ragazzi - aggiunge la sindaca - ne è una prova. Ora, l’Ape Book sarà uno strumento ulteriore che ci consentirà di portare le novità editoriali nei luoghi strategici del territorio». L’allestimento dell’Ape Book è interamente ripiegabile e trasportabile: scaffali smontabili, cassetti per i libri che diventano una scaletta, una grossa borsa colorata che contiene il teatrino... E, una volta giunti sul posto, tutto si monta in mezz’ora. «Si tratta di un format semplice e funzionale - commenta la sua ideatrice, Rosita Cupertino, progettista arredatrice - che potrebbe ispirare esperienze analoghe... sarebbe bello avere uno sciame di Ape Book che porti la cultura in giro nel Biellese». Simona Perolo

La viabilità al centro dell'incontro della Giunta con i cittadini di Pavignano e Vaglio

| Biella Città BIELLA - Partecipato incontro della Giunta nei quartieri, lunedì 27 marzo, dedicato a Pavignano e Vaglio. Nella sede dell'associazione genitori in via Rappis erano presenti circa trenta persone, che hanno messo l'accento in particolare sulla viabilità.  Gli eccessi di velocità delle auto preoccupano lungo via Ogliaro e via Corradino Sella, per la quale sono stati richiesti anche interventi di manutenzione. Su questi ultimi ha garantito Sergio Leone, assessore ai lavori pubblici, che ha ricordato come sia questione di giorni per veder partire la campagna di asfaltature di primavera, nella quale è compresa anche via Sella da via Milano a via Ogliaro. «Con la posa del nuovo asfalto sarà rifatta la segnaletica orizzontale e verticale e si spera si possano risolvere anche i problemi di parcheggio selvaggio lungo la strada». Un dettaglio, questo, che ha spinto i cittadini a chiedere interventi più frequenti della polizia municipale, qui e in altre zone “calde” come quella delle scuole nell'ora di uscita dalle lezioni. Sulla sicurezza, l'assessore Stefano La Malfa ha ricordato il piano per il quale l'amministrazione ha stanziato 125mila euro da dedicare proprio alle strade: «Via Ogliaro e via Corradino Sella - ha detto La Malfa - sono tra quelle monitorate. Acquisteremo gli “armadi” arancione che possono contenere gli autovelox ma che risultano essere ottimi deterrenti anche quando i rilevatori di velocità non sono in funzione. L'esperienza di altri Comuni in questo senso è positiva».Più difficile è intervenire su un'altra esigenza espressa dagli abitanti, quella di avere linee di bus più frequenti verso il centro e verso l'ospedale. Su questo il sindaco Marco Cavicchioli (nella foto) è stato chiaro: «Il trasporto pubblico richiede risorse che in questo momento non abbiamo. Paghiamo oltre 3 euro a chilometro non solo per l'anello urbano ma anche per le linee extraurbane nel tratto in cui transitano a Biella». Per l'ospedale però il sindaco ha annunciato che è allo studio un servizio: «Stiamo pensando a una convenzione con i taxisti per trasporti a prezzo convenzionato per le esigenze sanitarie». L'incontro ha fornito anche a Valeria Varnero l'occasione per mostrare il progetto di risistemazione del parco Robinson dove, insieme alle aree giochi per i bambini e al campo da pallacanestro, è previsto anche un campo di beach volley. Prossimo appuntamento con la giunta nei quartieri lunedì 3 aprile, per Barazzetto e Vandorno.

Voucher e Carta diritti, arriva Susanna Camusso

| Generale BIELLA - La segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso, sarà a Biella (in mattinata) e poi a Novara (nel pomeriggio) domani, giovedì 30 marzo. La visita di Camusso si inserisce nell’ambito della campagna referendaria sui voucher e prevede due incontri pubblici nei due capoluoghi di provincia piemontesi. La segretaria sarà a partire dalle 10.30 in piazza Santa Marta, dove sarà allestito un gazebo, per incontrare la cittadinanza, in contemporanea con il volantinaggio nelle vie del centro. La Cgil, nel 2016, aveva raccolto ben tre milioni di firme necessarie per una consultazione referendaria sull’abrogazione delle disposizioni sul lavoro accessorio contenute nel Jobs act (i voucher) e sulla reintroduzione della piena responsabilità solidale tra appaltatore e appaltante nei confronti di tutto ciò che succede nei rapporti di lavoro (in pratica, l’abrogazione parziale dell’articolo 29 della Legge Biagi). Dopo il via libera della Corte costituzionale dello scorso 11 gennaio, la data del referendum è stata fissata per il 28 maggio 2017, ma, nel frattempo, il Governo è intervenuto con un proprio decreto legge (pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 17 marzo scorso) con cui ha abolito i voucher, rendendo, almeno di fatto, probabile che la consultazione referendaria possa essere evitata. Di fatto e non di diritto, perché se il decreto legge non verrà convertito in legge dal Parlamento nei 60 giorni previsti ovvero se sarà convertito con modifiche tali da non soddisfare i quesiti referendari, il 28 maggio il referendum si terrà. Insomma, una situazione ingarbugliata. Cgil, però, ha raccolto anche 1 milione e 150 mila firme a sostegno di una proposta di legge d’iniziativa popolare da presentare in Parlamento per l’adozione di una “Carta dei diritti universali del lavoro” che, superando lo svuotamento dello Statuto dei lavoratori operatosi con il Jobs Act, vuole rappresentare la traduzione pratica dei principi costituzionali in materia giuslavoristica e introdurre la disciplina del lavoro subordinato occasionale, estendendo anche a questa tipologia di prestazione tutte le tutele e i diritti tipici dei contratti di lavoro subordinati. Dei contenuti della Carta parlerà Susanna Camusso durante gli incontri a Biella e a Novara. Giovanni Orso
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